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Piazza cimici e gps in auto marito per controllarlo, indagata

La donna aveva paura di essere tradita, indagini pm Mantova
La donna aveva paura di essere tradita, indagini pm Mantova
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - MILANO, 03 OTT - Ossessionata dall'idea che potesse essere tradita, aveva fatto installare nell'auto del marito, attraverso un'agenzia di investigazioni private, 4 microfoni ed un rilevatore gps per poter così monitorare ogni suo spostamento nonché intercettare e registrare tutte le sue conversazioni. Ora la donna 56 anni, del Mantovano, è finita indagata dalla Procura di Mantova per interferenze illecite nella vita privata. A scoprire casualmente di essere intercettato illegalmente è stato lo stesso 'bersaglio'. Infatti nei giorni scorsi l'uomo, mentre era alla guida della sua macchina, si è accorto di uno strano rumore provenire da sotto il bracciolo. A quel punto si è fermato per controllare: con suo grande stupore ed evidente preoccupazione, ha trovato il rilevatore GPS, che si era accidentalmente staccato. Sempre più preoccupato ed attonito, ha cominciato a frugare nell'abitacolo in tutti i posti più nascosti, riuscendo in tal modo a individuare i 4 microfoni sotto i sedili anteriori. Non potendo immaginare della moglie e non riuscendo a capire chi potesse aver fatto una cosa del genere, ha sporto immediatamente denuncia in Questura consegnando anche le 'cimici' piazzate sulla sua macchina. Una volta rientrato a casa, ancora scosso per l'accaduto, ha poi raccontato quel che era successo alla moglie, la quale, in preda al panico per conseguenze della denuncia e preoccupata per le indagini che la polizia aveva iniziato a fare, ha confessato al marito la verità. Avendo chiarito i contorni della vicenda, ed avendo cercato di comprendere le ragioni che avevano spinto la propria moglie gelosa ad agire in modo scomposto e, soprattutto, illegale, dopo averla pure perdonata, il marito è ritornato in Questura per cercare di ritirare la denuncia. Nulla da fare. La moglie sospettosa , con il responsabile dell'agenzia investigativa, dovrà rispondere di quel che ha combinato davanti alla magistratura. (ANSA).

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