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Mafia: caccia a Messina Denaro, colpita rete fiancheggiatori

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Di ANSA
Decine di perquisizioni in tutta la valle del Belice
Decine di perquisizioni in tutta la valle del Belice

(ANSA) – PALERMO, 01 OTT – Sono decine le perquisizioni
disposte dalla Dda di Palermo ed eseguite dagli agenti delle
Squadre Mobili di Trapani, Palermo, Agrigento e dal Servizio
Centrale Operativo nei confronti di persone ritenute vicine al
boss latitante Matteo Messina Denaro. Oltre 150 i poliziotti
impegnati nel blitz, dotati anche di apparecchiature speciali e
supportati dai Reparti Prevenzione Crimine di Sicilia e
Calabria, a cui si sono aggiunti gli elicotteri del Reparto Volo
di Palermo ed unità cinofile. Un imponente spiegamento di forze
nella roccaforte del boss che può contare su una fitta rete di
connivenze sulle quali gli inquirenti continuano da anni a
indagare. L’operazione ha interessato Castelvetrano, Campobello
di Mazara, Santa Ninfa, Partanna, Mazara del Vallo, Santa
Margherita Belice e Roccamena. La Valle del Belice – tra le
province di Trapani ed Agrigento -, come hanno dimostrato le
operazioni di polizia condotte negli ultimi anni, è zona dei
clan molto vicini al boss. Lì sono stati monitorati i passaggi
di corrispondenza attribuita a Messina Denaro e trasmessa da
esponenti di spicco di Cosa Nostra del trapanese, appartenenti
agli storici mandamenti mafiosi di Castelvetrano e Mazara del
Vallo e dalle famiglie agrigentine. In quest’area il capomafia
avrebbe avuto ospitalità e avrebbe potuto contare su una rete
di fedelissimi. Le persone perquisite sono “vecchie conoscenze”
degli investigatori proprio per i loro rapporti con il
latitante: tra i 20 destinatari dei decreti di perquisizione ci
sono anche soggetti già condannati per associazione a delinquere
di tipo mafioso. (ANSA).

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