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Cucina: Bocuse d'Or alla Francia, Italia decima

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Di Euronews  Agenzie:  Ansa
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Lo chef francese Davy Tissot e la sua squadra con il Bocuse d'or
Lo chef francese Davy Tissot e la sua squadra con il Bocuse d'or   -   Diritti d'autore  OLIVIER CHASSIGNOLE/AFP or licensors

La Francia ha vinto il Bocuse d'Or, il più prestigioso concorso culinario internazionale, che ha preso il via ieri e si è concluso questa sera con la grande di premiazione a Lione. Sul podio Danimarca e Norvegia, vincitori rispettivamente del Bocuse d'argento e di bronzo. L'Italia si è classificata decima. Per la Francia un successo arrivato dopo otto anni in cui non era neanche mai salita sul podio.

L'edizione di quest'anno ha tenuto conto dei cambiamenti portati dalla pandemia, dedicando una prova al take away: ad aggiudicarsi il premio è stata la Svezia. "Il nostro compito è innovare sempre, pensare alle tendenze. Il take away è stata l'unica soluzione durante la crisi e ha permesso di scoprire tecniche leggermente diverse", ha detto lo chef tre stelle e presidente del comitato organizzatore, Régis Marcon.

A guidare il team italiano è stato Alessandro Bergamo, comasco, classe 1989, sous chef di Carlo Cracco al ristorante Cracco di Milano e finalista nella prossima San Pellegrino Young Chef. "Per me essere riuscito a vivere l'emozione di una finale Bocuse d'Or significa aver esaudito un desiderio che tenevo nel cassetto da una vita - ha detto Bergamo -. Eravamo consapevoli del fatto che sarebbe stata difficile spuntarla ma ero altrettanto sicuro che avremmo fatto un buon lavoro".

Insieme a lui, a vivere il grande incontro, il commis Francesco Tanese e lo chef coach Lorenzo Alessio membro della Federazione Italiana Cuochi, che nei mesi precedenti la gara si sono allenati duramente per tenere testa alle restanti 20 nazioni partecipanti. Il team è stato supportato negli allenamenti dallo chef Filippo Crisci (vice coach), Noel Moglia (commis) e gli helpers Graziano Patanè e Andrea Monastero.

Le competizioni del Bocuse d'Or si sono svolte all'interno del più grande salone internazionale per il settore Horeca d'alta gamma, il Sirha, un segnale di ripresa che inaugura una nuova stagione per la ristorazione post-Covid. In gara presenti 21 squadre provenienti da tutto il mondo giudicate da 24 chefdivisi in due gruppi da 12, più la giuria di presidenza composta da due dei più importanti chef al mondo e da Jerome Bocuse.

Tema principale del vassoio è stato il cappello del prete di manzo Charolaise accompagnato da due contorni vegetali, poi il "take away", che ha visto come ingrediente principale il pomodoro ciliegino. Per la prima prova l'Italia ha presentato una "Brasé à la Milanaise", spalla di manzo brasata alla milanese, arricchita da salsa ai funghi, erbe aromatiche, croissant di patate, con foglie di alloro, accompagnato da ragù di giardino biodinamico.

Un piatto con cui la squadra italiana ha voluto raccontare la storia gastronomica di Milano, rivisitando il manzo Charolaise, ingrediente cardine previsto dal regolamento. Nella seconda, ha presentato un'Insalata di pomodoro ciliegino, l'Arancina di ciliegino e gamberi black tiger ed una Tartelletta di gelato al ciliegino, basilico ed olio vergine di oliva.