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Germania, testa a testa Scholz-Laschet, Spd rivendica mandato

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Di Euronews
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Urne chiuse in Germania: dagli exit poll sinora resi noti, si profila una sfida all'ultimo voto trai socialdemocratici di Olaf Scholz e i cristiano-democratici diArmin Laschet.

L'Spd sarebbe in vantaggio con il 26%, a 1,5 punti percentuali in più rispetto al Cdu (dato al 24,5%).

I Verdi oscillano al di sotto della soglia del 14 per cento con un incremento di 5 punti: un risultato che premia dal punto di vista delle cifre ma non rispetta le premesse di qualche mese fa quando il partito ecologista sembrava addirittura poter correre per la Cancelleria. Cresce anche il partito liberale, poco al di sotto del 12%. E tiene botta la destra dell'Afd con il 10% ma con la porta sbarrata a qualsiasi coalizione

L'esito del voto alle 22.30 di domenica
Grafico EuronewsL'esito del voto alle 22.30 di domenica

Il segretario Cdu: "È un testa a testa"

"Probabilmente governeremo con i verdi e i liberali", azzarda Paul Zemiak, segretario dell’Unione cristiano-democratica, formazione conservatrice di cui fa parte Angela Merkel, per cui si tratta comunque del "peggior voto della storia".

Laschet si sbilancia, arrivando ad affermare che vuole essere "cancelliere anche in caso di sconfitta".

Klingbeil, segretario SPD: "Scholz sarà cancelliere"

Il segretario generale dell’Spd rivendica invece la cancelleria per Olaf Scholz, dopo la pubblicazione delle proiezioni relative alle elezioni in Germania.

"Abbiamo sempre saputo che sarebbe stato un testa a testa, con uno scarto molto ridotto, ma abbiamo un chiaro mandato per l’Spd e vogliamo che Olaf Scholz sia cancelliere", ha detto Lars Klingbeil, che ha parlato di un enorme successo per l’Spd.

I Verdi al 13,9%, i liberali dell'Fdp al 11,7%

La destra populista di AfD si fermerebbe al 10,5%, mentre la Linke crollerebbe al 5%, percentuale necessaria per entrare al Bundestag: i verdi si assesterebbero intorno al 13,9%, i liberali della Fdp all’11,7%.

Circa 60,4 milioni i tedeschi sono stati chiamati a esprimersi per questa storica consultazione, che dopo 16 anni segna la fine dell'era Merkel.

L’affluenza in leggero calo

Alle 14, il tasso di affluenza per le elezioni valide per il rinnovo del Bundestag (Parlamento federale tedesco) è stato pari al 36,5% degli elettori aventi diritto.

Il dato è in calo rispetto del 4,6% rispetto a quello del 2017: l'affluenza sarebbe pari al 76%, contro il 76.2% di quattro anni fa.

Il voto postale è escluso dal conteggio, riferisce l’Ufficio elettorale centrale: quest’anno, secondo le stime, avrebbe votato per posta il 40% degli elettori (più che nel 2017, quando lo fece i 28,6%), tra loro Angela Merkel.

I tre principali sfidanti

I principali candidati alla Cancelleria sono il socialdemocratico Olaf Scholz, il cristiano-democratico Armin Laschet e l'ecologista Annalena Baerbock.

I rapporti di forza tra le forze politiche lasciano comunque numerose incertezze su composizione ed equilibri in seno alla futura coalizione che governerà il Paese.

Determinante è l'orientamento degli indecisi: una consistente fetta dell'elettorato, che inciderà nella definizione dei rapporti di forza, con cui i partiti si affacceranno ai negoziati.

Gli elettori sono stati chiamati alle urne per rinnovare il Bundestag attraverso due voti, uno - con metodo uninominale per l'elezione di 299 parlamentari, l'altro - secondo un sistema proporzionale con soglia di sbarramento - per scegliere un partito politico tra le 47 liste in lizza, poche delle quali destinate a superare la soglia del 5% necessaria per entrare in Parlamento.

Caos voto a Berlino

Caos ai seggi berlinesi: qui si è votato per le federali, per il nuovo sindaco e per un referendum che propone la confisca dei colossi immobiliari.

Diversi seggi hanno esaurito velocemente le schede mentre altri hanno dovuto addirittura chiudere prima.

"Regna il caos: tre elezioni e una maratona sportiva insieme... Non poteva funzionare, mancano le schede elettorali", ha commentato il presidente dell’ufficio elettorale della capitale.

Laschet: un intoppo con la scheda, ma voto valido

Armin Laschet, il candidato conservatore alle elezioni tedesche, ha piegato male la scheda prima di depositarla nell’urna.

Ha votato al seggio di Achen di fronte a giornalisti e fotografi che hanno così immortalato lo sbaglio.

L’ufficio federale elettorale ha chiarito che il voto di Laschet è valido.

L'appello del Presidente

"Ogni voto conta, il vostro voto conta, per questo vi chiedo: andate a votare": questo l'appello rivolto dal presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier.

Il presidente si è recato al suo seggio a Berlino: "Chi vota partecipa, chi non vota lascia decidere agli altri", ha aggiunto..

Il candidato dei socialdemocratici, Olaf Scholz, ha invece votato nel suo seggio elettorale di Potsdam, insieme alla moglie, Britta Ernst.

Scholz ha detto di sperare che dalle urne emerga quello che finora si è visto, cioè un "risultato forte" per i socialdemocratici.

Wuppertal, trovato ordigno bellico inesploso

A Wuppertal cinque seggi sono stati chiusi dopo il ritrovamento di un ordigno bellico della Seconda Guerra mondiale, inesploso.

Le operazioni di voto sono state parzialmente bloccate, nella zona sono state fatte evacuare le case (circa 1500 persone).

Qui la nostra pagina speciale dedicata alle elezioni in Germania

Sin dalla chiusura dei seggi, Euronews dedicherà a questa giornata una programmazione speciale: proiezioni, approfondimenti, risultati e collegamenti con i nostri corrispondenti a Bruxelles e nelle sedi dei principali partiti.