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Bimbo ucciso: legale famiglia, cercano verità e non vendetta

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Di ANSA
E su giornalista aggredito: "Non sono stati familiari Samuele"
E su giornalista aggredito: "Non sono stati familiari Samuele"

(ANSA) – NAPOLI, 22 SET – “La famiglia non cerca vendetta, né
soluzioni catastrofiche nei confronti di Mariano Cannio, la
famiglia attende la verità per capire perché è successo”. Lo
sottolinea, ai giornalisti, l’avvocato Domenico De Rosa, legale
della famiglia di Samuele, il bimbo di 4 anni che venerdì scorso
a Napoli è stato fatto cadere nel vuoto, dal terzo piano
dell’abitazione dove viveva, dal domestico che, mentre stava
facendo le pulizie in casa, l’ha preso in braccio e l’ha portato
sul balcone. “I genitori non hanno nessuna responsabilità, neppure di
carattere morale, circa l’accaduto”, ha aggiunto De Rosa, “non
hanno lasciato il figlio nelle mani di una persona che non sta
bene, cosa che alla famiglia non risultava affatto”.
Circa le pressioni subite dai cronisti (uno sarebbe stato anche
preso a schiaffi, ndr) registrate sul luogo della trageda, che
hanno spinto il sindacato dei giornalisti a diffondere un
comunicato nel quale viene stigmatizzata la vicenda, l’avvocato
De Rosa ha precisato che il “picchetto” che sosta sul luogo
della tragedia e allontana i giornalisti “non è certamente
composto da familiari di Samuele. La famiglia chiede solo che
venga di rispettato il loro dolore e anche il lavoro dei
giornalisti, quello della Procura e pure quello dell’avvocato di
Cannio”.
In merito al video che ritrae il bimbo, pubblicato e poi rimosso
dai social nei giorni scorsi, De Rosa ha fatto sapere che si
tratta di immagini completamente scollegate dalla tragedia in
quanto risalenti ad almeno due anni fa. De Rosa ha anche voluto
sottolineare che i rapporti tra Cannio e i genitori di Samuele
erano sempre stati “di estrema normalità”. Da anni faceva le
pulizie”, non solo a casa Gargiulo, e non aveva “mai dato segni
di squilibrio”, ha spiegato il legale. “Anzi, – ha concluso – il
senso di riservatezza e di tranquillità che mostrava era un
motivo in più per continuare a trattarlo come una persona alla
quale affidare le pulizie in presenza di una signora incinta e
di un bimbo di 4 anni”. (ANSA).

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