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Tra lo stallo vaccinale e la disputa con Pechino: intervista ad Hans Kluge dell'OMS

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Di Euronews
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aprile 2021: Hans Kluge parla ai media durante una conferenza stampa
aprile 2021: Hans Kluge parla ai media durante una conferenza stampa   -   Diritti d'autore  Andreea Alexandru/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Mentre la campagna vaccinale, in Italia come in molti altri paesi, sembra procedere inesorabilmente verso uno stallo, gli Stati cominciano a ipotizzare misure di pressione come il Green Pass. In molti però obiettano sulla liceità di simili iniziative, le quali andrebbero di fatto a violare una serie di garanzie costituzionali proprie di molte delle democrazie europee.

Ma se stabilire la liceità costituzionale di simili mezzi di pressione spetterà ai giuristi, ad Hans Kluge, direttore regionale dell'OMS per l'Europa, abbiamo voluto chiedere quanto simili iniziative possano essere utili e sensate-

"L'OMS - ci ha spiegato - incoraggia qualsiasi misura per aumentare la copertura vaccinale, fin tanto che tali misure siano legalmente e socialmente accettabili. Ma ciò non dovrebbe rappresentare una prima risorsa, perché prima dobbiamo cercare di capire cosa c'è nella mente delle persone, quali sono le loro percezioni e poi impegnarci con le comunità che esitano a farsi vaccinare"

Gli attriti con Pechino

L'OMS è peraltro appena entrata in una disputa la Cina, che non ha accolto bene la richiesta diun supplemento di indagine per appurare definitivamente se il virus sia frutto di un incidente di laboratorio, o se la sua trasmissione si di origine zoonotica, attraverso una specie animale non ancora individuata

"Tutte le ipotesi - spiega Kluge - sono ancora aperte e dovrebbero essere studiate, ma dobbiamo ricordarci che, quando si indagò l'origine della SARS 1 e del MERS, ci vollero tra gli 1 e i 2 anni e mezzo solo per stabilire un qualche collegamento tra il virus e l'ospite intermedio. Quindi è normale che tali indagini richiedano un po' di tempo"

La prima spedizione di ricerca dell'OMS in Cina, condotta lo scorso febbraio, aveva in effetti concluso che fosse "molto probabile" la trasmissione animale, e che dunque l'origine del virus non andasse ricercata origine nel laboratorio governativo di Wuhan.

Ma il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus dichiarò subito dopo che la Cina aveva omesso di fornire i dati completi a sua disposizone e, da allora, le pressioni di Washington e Bruxelles sono state incessanti.

Pechino ha però bollato la richiesta di una nuova indagine come una "manovra politica".

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L'intervista integrale ad Hans Kluge andrà in onda lunedì26 luglio su Global Conversation