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Chiude il Covid Hospital di Civitanova Marche

Di ANSA
Ultimo paziente trasferito. Assessore, ripartirà se necessario
Ultimo paziente trasferito. Assessore, ripartirà se necessario
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(ANSA) – ANCONA, 30 GIU – “Ha chiuso oggi il Covid
Hospital di Civitanova Marche, a seguito del positivo andamento
dell’evoluzione pandemica”. Lo annuncia l’assessore regionale
alla Sanità Filippo Saltamartini per la struttura realizzata da
Guido Bertolaso, su mandato della Regione, con i fondi privati
(12 milioni di euro) raccolti dai Cavalieri di Malta. Dopo
l’apertura lampo del maggio 2020 (9 gg) era stata riaperta a
ottobre. L’ultimo è stato trasferito a San Benedetto. “La
struttura d’emergenza – afferma – ha ultimato la funzione in
questa fase pandemica decrescente, ma è pronta a essere
ripristinata in caso di necessità”. La struttura – nata per ospitare fino a 84 posti anche di
terapia intensiva e semintensiva -, voluta fortemente dall’ex
governatore Luca Ceriscioli, anche per arginare altre eventuali
ondate pandemiche, aveva scatenato molte polemiche: alcuni
avevano sollevato perplessità sull’opportunità di destinare
l’ingente somma raccolta a una nuovo ospedale piuttosto che a
potenziare gli esistenti; erano stati presentati anche esposti
in Procura. Il Covid Hospital all’ex Fiera di Civitanova è
modellato sull’ospedale della Fiera di Milano, ‘l’astronave’,
sempre ideata Bertolaso in sinergia con il Cisom. “Le professionalità utilizzate, in particolare internisti e
anestesisti, – riferisce l’assessore – sono tornate in attività
presso le strutture ospedaliere dell’Area Vasta 3
(Macerata-Civitanova-Camerino)”. Ora nelle Marche, aggiorna
Saltamartini, “quattro persone sono ricoverate nelle terapie
intensive per Covid e tre in terapia semi-intensiva; 13 i malati
ricoverati nei Reparti infettivi di Marche Nord, Torrette
(Ancona) e Fermo; 15 i positivi al Covid riscontrati oggi in
tutta la regione”. “Nonostante queste positive notizie, – ammonisce l’assessore
- non si può abbassare la guardia sulla variante Delta e sulla
necessità di sottoporsi a vaccinazione, poiché appare dimostrato
che le varianti non abbiamo effetto sulle persone immunizzate”.
Saltamartini ricorda anche “la presa di posizione dell’Ue che
avrebbe disposto il riconoscimento del passaporto vaccinale
nell’Unione solo dopo 14 giorni dalla seconda inoculazione, non
validando la sola somministrazione della prima dose”. (ANSA).

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