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La tre giorni romana di Blinken e il ruolo dell'Italia nel Mediterraneo

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Di Euronews
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Blinken a Roma
Blinken a Roma   -   Diritti d'autore  ANDREW HARNIK/AFP or Licensors
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Se il Mediterraneo si incendia, l'Italia diventa un interlocutore di primaria importanza nell'ottica della mediazione geopolitica.
Il viaggio del Segretario di Stato americano Antony Blinken a Roma per una tre giorni istituzionale non è dunque pura formalità.

Nella giornata inaugurale il vertice anti-Daesh, organizzato per la prima volta in Italia e presieduto assieme agli Stati Uniti, ha avuto come focus il contrasto al terrorismo, fondamentale per bloccare attentati e immigrazione irregolare.
Un passaggio obbligato nel Paese di prima accoglienza che nel 2020 ha visto arrivare via mare poco più di trentamila persone, un numero in crescita rispetto al 2019 e al 2018, anche se limitato rispetto ad altri picchi del passato.

Il filo rosso conduce diretto all'incontro con il premier Draghi a palazzo Chigi per il punto, più generale, dei rapporti bilaterali in seno alle relazioni transatlantiche. E, anche in questo caso, il Mediterraneo riveste un ruolo centrale per le pressioni più incisive della Turchia, circa la delimitazione dei confini marittimi, e l'instabilità della regione con la Russia che ha approfittato del momentaneo disimpegno di Trump per avere maggiore peso in Libia.

Roma con Blinken val bene anche un bar mitzvah politico con il ministro degli Esteri israeliano Lapid, alla guida della coalizione che si è emancipata dal giogo dell'uscente Netanyahu, che ha scelto la Capitale per la stretta di mano con gl Stati Uniti.
Anche in questo caso, la mediazione italiana - in particolare in relazione al conflitto israelo-palestinese - potrebbe servire, come auspicato qualche mese dalla la rappresentante diplomatica palestinese Abeer Odeh.