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Stravince l'astensione alle regionali francesi: vota solo un elettore su tre

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Di euronews
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Stravince l'astensione alle regionali francesi: vota solo un elettore su tre
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È una doppia sconfitta per Macron, ma non è Marine Le Pen ad approfittare dell'occasione: ci si aspettava una forte astensione alle elezioni regionali francesi, e così è stato. Ma molto più di quanto previsto, tanto da stracciare ogni record. Alle 20, quando hanno chiuso i seggi, solo un terzo dei francesi aveva votato per il rinnovo dei consigli regionali. Un livello "particolarmente allarmante", secondo il Ministro dell'Interno Gerald Darmanin.

Il forte calo dell'affluenza sembra aver favorito i governatori uscenti soprattutto a destra, con un forte recupero elettorale dei Repubblicani e una buona performance però anche del blocco di sinistra.

La Republique en Marche, il partito del presidente Macron, ha avuto risultati deludenti quasi ovunque e se la cosa si confermasse al secondo turno renderebbe probabile un rimpasto di governo, a meno di un anno dalle presidenziali. Il risultato conferma l'assenza di un radicamento territoriale di En Marche, era in parte previsto ma pare esser stato inutile il giro di incontri del Presidente in tutta la Francia, pochi giorni prima del voto. Alla fine, lo schiaffo ricevuto nella Drome ha anticipato quello elettorale.

Ma non può cantare vittoria nemmeno il Rassemblement National di Marine Le Pen: l'avanzata dell'estrema destra è meno consistente del previsto e anche nella macro-regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dove era data per largamente vincente, è un testa a testa con il governatore uscente della destra repubblicana.

In quasi tutte le regioni si andrà al ballottaggio domenica prossima. Marine Le Pen, prima tra i leader di partito a reagire in serata, ha sottolineato che i suoi candidati saranno quasi ovunque presenti al secondo turno e ha invitato i suoi elettori (ma ha detto "tutti quelli che si oppongono all'azione di questo governo", nel tentativo forse di convincere qualche elettore della sinistra - che deve ancora decidere si invitare al "voto utile" anti - Le Pen) ad andare a votare, a differenza di quanto fatto in questa prima tornata. Il problema, per l'estrema destra francese, è che era costretta a puntare tutto sul primo turno, perché al ballottaggio solitamente si verifica un appello generalizzato a far confluire i voti sul candidato "moderato". Se anche i suoi militanti e tutti i delusi o gli anti-sistema disponibili domenica prossima andassero a votare, sarebbe comunque difficile per l'estrema destra vincere contro candidati sui quali confluirebbe il voto di tutti gli sconfitti del primo turno, nell'ottica di un fronte comune che impedisca la tracimazione dell'estrema destra.

"Ovinque ci sia il rischio che una regione possa essere guidata dall'estrema destra, ci prenderemo le nostre responsabilità: chiederò ovunque di tendere la mano alle altre formazioni politiche per creare effettivamente un fronte repubblicano d'adesione per battere l'estrema destra"", ha detto il Delegato Generale di En Marche, Stanislas Guerini. Ha confermato che il partito di Macron non ha alcuna possibilità di conquistare una regione, essendo escluso ovunque dai ballottaggi, e che inviterà quindi i suoi elettori a scegliere i candidati anti-lepenisti.

Anche Jean-Luc Melenchon, da sinistra, ha lanciato un appello, forse un po' meno chiaro sul fronte comune: "Lanciamo un appello perché non si aggiunge a tutte le disgrazie della nostra democrazia una afflizione in più. Non bisogna concedere regioni al RN".

In un altro tweet ha però scritto: "Continueremo ad essere il partito del rifiuto delle combine e degli imbrogli con i partiti del sistema, inalberando fieramente i valori della non-sottomissione e della Repubblica".

Lo stesso Melenchon ha chiesto una commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni in cui si è svolto questo scrutinio regionale.