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Polonia: il Gay Pride sfida l'omotransfobia del Presidente Duda

Di Debora Gandini
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Polonia: il Gay Pride sfida l'omotransfobia del Presidente Duda
Diritti d'autore  AFP
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“Siamo più forti dell’omofobia”. Con questo slogan migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Varsavia. Un Gay Pride colorato anche in tempo di pandemia. E una sfida ad Andrzej Duda, Presidente della Polonia che da sempre si dice orgogliosamente omotransfobico.

Di fronte all’ondata di razzismo che ha travolto il Paese, con le “free LGBT-Zone” aspramente criticate da tutta l’Europa, il popolo polacco si è sceso in strada. Omosessuali accanto a eterosessuali. Uniti per chiedere uguali diritti e l’immediato stop ad ogni forma di discriminazione.

Un corteo festante e pacifico che ha voluto mostrare al Presidente polacco che la solidarietà è più forte di tutto. Il Pride di Varsavia arriva pochi giorni dopo l’approvazione della legge “contro la propaganda LGBT” del Parlamento ungherese, con i manifestanti che hanno solidarizzato con le persone LGBT d’Ungheria.

Nella campagna presidenziale per la rielezione, il Presidente Duda ha ribadito che secondo la sua concezione il popolo “LGBT non sono persone, ma un’ideologia ancora più distruttiva del comunismo“. Una frase che sta allarmando le associazioni e gli attivisti per i diritti civili di tutta Europa.