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Disgelo Stati Uniti-Russia, ma resta nodo della cybersicurezza

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Di redazione italiana
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Joe Biden e Vladimir Putin si stringono la mano all'arrivo al meeting
Joe Biden e Vladimir Putin si stringono la mano all'arrivo al meeting   -   Diritti d'autore  Saul Loeb/AFP or licensors
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Un incontro atteso dai governi di mezzo mondo e alla fine definito positivo sia da Vladimir Putin sia da Joe Biden. Il faccia a faccia di Ginevra era atteso da mesi, specie da quando, lo scorso marzo, il presidente statunitense definì l’omologo russo un “killer” nel corso di un'intervista. Biden torna a casa dopo una settimana intensa, iniziata con il vertice del G7 e terminata con i colloqui con il capo del Cremlino.

“È stato un incontro costruttivo, senza alcuna ostilità. La pensiamo diversamente su molte questioni, ma dal mio punto di vista entrambe le parti hanno mostrato la disponibilità a comprendersi e venirsi incontro nelle rispettive posizioni", ha dichiarato Putin, primo a prendere la parola dopo la conclusione del faccia a faccia con Biden, definito un leader “ragionevole, equilibrato e diverso da Donald Trump; un politico stagionato, con grandi qualità e valori morali". "Abbiamo utilizzato lo stesso linguaggio, ma non dobbiamo giurarci amore eterno: noi difendiamo gli interessi nazionali", ha aggiunto Putin.

Dal canto suo, Joe Biden ha dichiarato: "È stato importante incontrarsi di persona per evitare errori o travisamenti di quanto volessi comunicare. Ho messo in chiaro che non tolleleremo tentativi di violazione della nostra sovranità democratica o di destabilizzazione delle nostre elezioni democratiche e in caso risponderemo. In conclusione ho detto a Putin che dobbiamo avere regole di base da rispettare entrambi".

Russia e Stati Uniti hanno raggiunto un'intesa per rimandare nelle due capitali, "in segno di buona volontà", i rispettivi ambasciatori.

Stile consueto: Aleksej Navalny, clima e nucleare

Per il resto il leader russo non si è discostato troppo da quella che è la sua, ormai consueta condotta pubblica, rimarcando così, in un certo senso, quanto profonde siano le differenze con il nuovo inquilino della Casa Bianca. Sul conflitto in Donbass, ad esempio, parlando con i giornalisti Putin ha di nuovo rimpallato ogni responsabilità, rimarcando come Mosca si sia limitata a intervenire "dalla sua parte del confine", e come il suo unico interesse sia l'implementazione degli accordi di Minsk.

Su Aleksej Navalny e sulla questione degli oppositori interni, il Presidente russo è sembrato svicolare, ricordando come Mosca abbia "sempre agito nel quadro e nel rispetto delle proprie leggi"; incalzato da una giornalista statunitense, che gli chiedeva come potesse esistere un'opposizione se tutti gli oppositori del governo "sono morti o in prigione", Putin si è di nuovo smarcato, con un paragone con i disordini di gennaio nel Campidoglio di Washington: "Non mi sembra - ha detto, lanciando una chiara stoccata - si possa dire quella volta ci siano state interferenze da parte nostra; ma dovete capire che noi cerchiamo semplicemente di evitare che anche in Russia si verifichi ciò".

Altro nodo affrontato quello cruciale dei cambiamenti climatici, messo in cima alle priorità nell'agenda politica di Biden ma non in quella Putin, almeno per il momento. Su questo tema, Mosca ha comunque riconosciuto i concreti effetti, come il transito marittimo nell'Artico si va intensificando proprio per via del surriscaldamento del Pianeta e per lo scioglimento dei ghiacci.

La cybersecurity divide USA e Russia

Il tema della cybersecurity e degli attacchi informatici resta il tema che divide le due super potenze con Putin che coglie l’occasione per ribadire che la maggior parte degli attacchi informatici vengono dagli Stati Uniti. Washington aveva anticipato che Biden avrebbe sollevato la questione con la controparte russa, soprattutto dopo i recenti attacchi ad aziende e infrastrutture statunitensi.

Se la Guerra Fredda non conviene più a nessuno dei due Paesi, come hanno fatto notare le rispettive diplomazie, tra i due amici-nemici storici restano divergenze di vedute e di opinioni ma uno spiraglio di fiducia si è aperto. A Putin, Biden – a seguito dei cyberattacchi che si sono verificati negli Usa – ha dato “una lista di 16 infrastrutture critiche” che non devono essere in nessun modo colpite, precisando che Putin “sa che agiremo” se ci saranno interferenze sulle elezioni e ricordando il pieno sostegno degli USA alla sovranità dell’Ucraina.

Alla fine di una lunga giornata, in una lussuosa villa in Svizzera, sono emerse delle responsabilità che vanno condivise e delle relazioni che devono essere stabili e prevedibili. Da entrambe le parti: Stati Uniti e Russia.