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Ahmadinejad a Euronews: "Dobbiamo lavorare insieme, essere amici e avere uguali diritti"

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Di Anelise Borges
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Ahmadinejad a Euronews: "Dobbiamo lavorare insieme, essere amici e avere uguali diritti"
Diritti d'autore  euronews
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L'Iran si reca alle urne questa settimana in un momento cruciale per il Paese, dal punto di vista nazionale e internazionale. Le autorità iraniane si preparano a un'affluenza record. Nostro ospite in The Global Conversation è l'ex presidente della Repubblica Islamica dell'Iran: Mahmoud Ahmadinejad.

Inizio chiedendole la sua reazione alla decisione del Consiglio dei Guardiani della Costituzione di impedirle di candidarsi e la sua opinione su ciò che la selezione dei candidati dice sull'Iran di oggi

Mi permetta di salutare lei e i suoi collaboratori. E coloro che guarderanno, ascolteranno o leggeranno quest'intervista. La gente mi aveva invitato a candidarmi questa volta. Moltissime persone da tutto il Paese hanno insistito perché mi candidassi e io ho accettato. Ma senza alcun motivo particolare, sono stato rimosso dalla lista finale. Oggi sento la responsabilità di sostenere l'interesse della gente e di riformare il meccanismo, che ha causato l'esclusione della volontà della maggioranza del popolo.

Lei ha già avuto l'opportunità di essere presidente, perché esserlo di nuovo? Di cosa ha bisogno il suo Paese in questo momento, che lei potrebbe offirgli più di altri?

Come ho detto, questa volta la gente mi ha chiesto di essere candidato. Milioni di persone da tutto il Paese sono venute a casa mia e hanno partecipato ai raduni. Hanno inviato lettere e messaggi, hanno insistito perché mi candidassi. E quindi, per rispondere alla volontà della gente, mi sono iscritto. Ma penso che l'Iran, come altre parti del mondo, abbia bisogno di riforme fondamentali. Così come gli Stati Uniti d'America, il Sud America, l'Europa, l'Africa e l'Asia. Tutti i Paesi hanno bisogno di cambiamenti fondamentali, per soddisfare i diritti delle persone. Anche l'Iran, come quei Paesi, ha bisogno di cambiamenti fondamentali. E io cercherò sempre di andare in questa direzione.

Posso chiederle maggiori dettagli su queste riforme? Cosa avrebbe messo in atto esattamente, se le fosse stata data la possibilità di candidarsi?

La sovranità appartiene al popolo. E il principio è che il popolo deve essere completamente libero di determinare il suo destino e il suo stile di vita. Al giorno d'oggi, poiché il popolo è stato privato dei suoi diritti, siamo testimoni di una povertà diffusa, di una crescente disuguaglianza, di dominazione, di guerra e di dispute tra le nazioni. La corsa agli armamenti è un insulto agli esseri umani. Penso che questa situazione debba cambiare. Dio ha creato tutti gli esseri umani dallo stesso principio. Il nostro Dio è lo stesso. Possiamo parlare con lui in ogni lingua. Siamo tutti della stessa famiglia. Dobbiamo vivere insieme. Gli esseri umani sono stati creati per l'amicizia, la cooperazione e l'amore. Non sono stati creati per l'animosità e la lotta o per saccheggiare le ricchezze degli altri. Lo stato del mondo oggi non sembra guidato dai principi dell'umanità. Penso siano necessari dei cambiamenti fondamentali nel mondo.

Come vede l'amministrazione uscente? Pensa abbiano fatto qualcosa di positivo in questi ultimi otto anni?

Dobbiamo fare questa domanda al popolo. I sondaggi mostrano che la maggioranza della gente è insoddisfatta del rendimento del governo negli ultimi otto anni.

Mentre parliamo, una delle più grandi eredità dell'amministrazione Rouhani è ancora una volta oggetto di negoziati. Sto parlando dell'Accordo sul nucleare iraniano. Pensa che i negoziati dovrebbero continuare?

Credo che l'attuale amministrazione sia lontana dal raggiungere una conclusione. Se l'Accordo dovesse continuare così com'è, fallirebbe in anticipo. In ogni accordo, l'equilibrio tra impegni e responsabilità dev'essere osservato da entrambe le parti. Non vediamo questo nell'Accordo sul nucleare. Ecco perché non ha risolto il nostro problema. Ha complicato la situazione e l'ha resa più difficile da risolvere. L'Accordo sul nucleare iraniano deve seguire il diritto internazionale, la giustizia e il rispetto reciproco.

Lei parla di rispetto reciproco e ha anche parlato di pace e progresso. Questi erano obiettivi dell'accordo

Non è così. Le faccio un esempio: in ogni accordo, c'è una sezione destinata a risolvere le controversie. Ma qui, sei Paesi sono contro il programma nucleare pacifico dell'Iran. Secondo l'Accordo, la risoluzione delle controversie deve coinvolgere un consiglio di sette Paesi: l'Iran e gli altri sei firmatari. Ogni Paese ha un voto e ogni argomento ha bisogno di sette voti per essere approvato. Ciò significa che i diritti del popolo iraniano non saranno mai applicati nel trattato. È contro le leggi e i diritti internazionali. Quando non c'è equilibrio, nessun accordo può essere fruttuoso. Il signor Trump si è ritirato dal trattato unilateralmente e gli altri Paesi non potevano impedirglielo o continuare con il resto del trattato.

Ha la sensazione che l'Unione Europea abbia fallito con l'Iran in merito a questi negoziati o nel riportare gli Stati Uniti nell'accordo?

Noi abbiamo un desiderio, ma non sappiamo se è realizzabile. Vorremmo che l'Unione europea uscisse dall'ombra degli Stati Uniti. L'Europa potrebbe avere buone relazioni con l'Iran. E anche gli Stati Uniti potrebbero averne. Credo che la cooperazione sia fondamentale. I meccanismi degli ultimi cento anni non possono più essere d'attualità; intendo ad esempio il fatto che alcuni Paesi siano superiori agli altri. Questo periodo è finito. Dovremmo parlare e cooperare da pari a pari, con giustizia e rispetto reciproco. Nessun Paese dovrebbe violare i diritti di un altro. Questo sarebbe vantaggioso per tutti i Paesi. La condizione del mondo sta cambiando rapidamente. Il colonialismo è alla fine della sua esistenza. La tendenza a credere che alcuni Paesi siano superiori ad altri sta per finire. È contro l'umanità. Dobbiamo muoverci verso l'amicizia, la comprensione e l'uguaglianza dei diritti. Dobbiamo gestire il mondo tutti insieme. La mancanza di equilibrio tra le nazioni causa guerre, corse agli armamenti, divari di livello sociale e animosità. Fa sì che le nazioni siano separate l'una dall'altra. Io credo che dobbiamo lavorare insieme. Dobbiamo essere amici, avere uguali diritti. Siamo tutti esseri umani. Perché c'è differenza tra le persone? Ci piace avere relazioni amichevoli e rispettose con ogni nazione, come l'Europa e l'America. Relazioni basate sulla giustizia. Le superpotenze non sono mai state in grado di assicurare il benessere del popolo.

Lei parla di gestire il mondo in pace e di trovare soluzioni pacifiche. Questo non è un compito facile. Soprattutto per quanto riguarda la velocità con cui la politica sta cambiando in questo momento e le dinamiche della regione, ma anche del mondo in generale. Gli Stati Uniti ora hanno una nuova amministrazione. Pensa ci sia speranza per un rinnovamento delle relazioni tra Stati Uniti e Iran, ora che Joe Biden è presidente?

Sicuramente c'è un modo, ma la condizione è che riconosciamo l'uno i diritti dell'altro. Dobbiamo rispettare la giustizia e avere rispetto reciproco. Lo scontro tra Paesi è inutile. È il popolo che perde. Solo i gruppi capitalisti ne beneficiano. Quindi sì, è possibile. Ma il signor Biden deve dimostrare che la politica statunitense è cambiata in modo concreto. Per quanto ne so, la politica estera degli Stati Uniti è determinata da alcuni potenti dietro le quinte e i presidenti statunitensi non hanno così tanto potere, come ci viene fatto credere. Spero che in questo ambito avvengano cambiamenti fondamentali. Accoglieremmo con favore questi cambiamenti e penso che tutte le nazioni accoglierebbero con favore un cambiamento fondamentale nella politica estera degli Stati Uniti. Ricordo che quando il signor Obama era candidato, promise di cambiare queste politiche diverse volte e le nazioni lo accolsero con favore. Ma sfortunatamente non mantenne la sua promessa e perse l'opportunità. Spero che il signor Biden usi questa opportunità. Credo che le élite istruite dei due Paesi si riuniranno e risolveranno il problema.

Il mondo intero osserverà, quando si conteranno i voti alla fine della settimana. Qual è il suo messaggio al resto del mondo, riguardo alle ambizioni future dell'Iran?

Penso che dovrebbero guardare il popolo iraniano. Dovrebbero rispettare i diritti delle altre nazioni. L'Iran ha un grande popolo. L'Iran ha storia, cultura e civiltà. L'Iran supererà i problemi che affronta attualmente. Nessuno dovrebbe guardare ai problemi temporanei dell'Iran, per creargliene degli altri o violare i suoi diritti. Dovrebbero piuttosto prestare attenzione alle capacità degli iraniani. In futuro, le nazioni vivranno insieme e gestiranno il mondo insieme.

Ho un'ultima domanda: lei voterà venerdì?

Ho annunciato che non voterò, se il Consiglio dei Guardiani non cambierà idea. E non sosterrò nessun altro candidato.