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Iran, l'ex presidente Ahmadinejad: "L'Ue esca dall'ombra degli Usa"

Di Euronews
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Iran, l'ex presidente Ahmadinejad: "L'Ue esca dall'ombra degli Usa"
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Ancor prima di andare alle urne, l'Iran si sposta a destra.
Alle elezioni presidenziali, che si terranno il 18 giugno, il Consiglio dei Guardiani - l’organo che si occupa di selezionare i candidati - ha escluso dalla competizione elettorale riformisti e moderati. L'attuale presidente iraniano Hassan Rouhani, in quota moderati, non può più ricandidarsi per aver raggiunto il limite dei mandati.

Ma tra i candidati conservatori spicca anche l'esclusione di Mahmoud Ahmadinejad, presidente dal 2005 al 2013, intervistato in esclusiva da Euronews.

"Milioni di persone da tutto il Paese sono venute a casa mia o hanno inviato lettere e messaggi, insistendo perché io partecipassi a queste elezioni - dice Ahmadinejad - Ho voluto rispondere alla richiesta della gente. Ho accettato di candidarmi. Ma senza alcun motivo particolare sono stato messo da parte. Oggi sento la responsabilità di fare del mio meglio per sostenere gli interessi della gente e per riformare il meccanismo che fa sì che la volontà della maggioranza del popolo venga messa da parte".

La svolta ultraconservatrice dell'Iran non sarebbe dunque ben rappresentata dal suo ex presidente, dichiaratamente anti americano, nonostante la direzione percorsa dalla Repubblica Islamica porti alle stesse conclusioni, come sottolinea lo stesso Ahmadinejad.

Abbiamo un desiderio, ma non sappiamo se sia realizzabile o meno. Vorremmo che l'Unione europea uscisse dall'ombra degli Stati Uniti. L'Unione potrebbe avere un buon rapporto con l'Iran
Mahmoud Ahmadinejad
ex presidente iraniano

Sul rapporto con gli Usa, Mahmoud Ahmadinejad aggiunge: "Anche gli Stati Uniti potrebbero andare d'accordo con l'Iran. Ricordo che quando Obama era candidato ha promesso più volte di cambiare politica. E i Paesi lo hanno accolto a braccia aperte. Ma purtroppo non ha mantenuto la sua promessa. Ha perso l'opportunità. Spero che il signor Biden usi la sua occasione. Penso che alla fine le élite si riuniranno e risolveranno la questione".

Il favorito tra i candidati ammessi sarebbe l'ultraconservatore Ebrahim Raisi, attualmente a capo del potere giudiziario dell’Iran. La sua eventuale elezione potrebbe quindi rafforzare ulteriormente l’ala più intransigente del regime iraniano, con conseguenze importanti anche per la politica estera. Per le elezioni presidenziali l’organismo di vigilanza elettorale iraniano ha selezionato 7 tra gli oltre 600 candidati.

Oltre a Raisi, gli altri ammessi alla corsa sono l’ex negoziatore per gli accordi sul nucleare Saeed Jalili, e il capo della banca centrale iraniana Abdolnasser Hemmati, l’ex parlamentare Ali Reza Zakani, il parlamentare Amir Hossein Ghazizadeh, l’ex comandante della Guardia rivoluzionaria Mohsen Rezaei, il riformista Mohsen Mehralizadeh.

In Iran l'esecutivo è scelto dal presidente con approvazione legislativa, mentre la Guida suprema, carica ricoperta dal 1989 dall’ayatollah Ali Khamenei, mantiene il controllo e il potere di veto sulle nomine di diversi ministeri.

L'intervista integrale a Mahmoud Ahmadinejad andrà in onda martedì 15 giugno alle 20.45.