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Usa: più sei ricco, meno paghi. L'indagine scandalo che fa tremare i miliardari

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Jeff Bezos in una foto d'archivio
Jeff Bezos in una foto d'archivio   -   Diritti d'autore  Patrick Semansky/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
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Scoppia lo scandalo fiscale oltreoceano. I 25 uomini più ricchi d’America pagano tasse sulla base di un'aliquota reale del 3,4%, mentre una famiglia americana media sborsa il 14%, su un reddito di 70mila dollari annui.

Lo scoop arriva dal sito Propublica, che ha visionato documenti fiscali personali, attraverso delle fonti confidenziali. "Qualsiasi divulgazione non autorizzata di informazioni governative riservate, da parte di una persona con accesso a queste informazioni è illegale. E prendiamo la cosa molto seriamente", ha dichiarato in conferenza stampa la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. "Il commissario dell'l'Internal Revenue Service (IRS) - l'Agenzia delle entrate Usa - ha detto oggi che stanno prendendo tutte le misure appropriate, compreso il rinvio della questione agli investigatori".

Dall'inchiesta emerge ad esempio che Jeff Bezos, numero 1 di Amazon, dal 2014 al 2018 ha pagato contributi sulla base di un'aliquota dello 0,98%. Nel 2007, l'attuale uomo più ricco del mondo, non pagò un centesimo in tasse federali sul reddito. Anche il patron di Tesla, Elon Musk - oggi il secondo "paperone" al mondo - nel 2018 non pagò nulla.

Il fatto è che questi super ricchi non fanno nulla di illegale, anzi. Semplicemente hanno a disposizione strategie di elusione fiscale, fuori dalla portata dell'americano medio. La loro ricchezza deriva, infatti, dall'aumentare del valore di pacchetti azionari, proprietà immobiliari, ad esempio. E tutto ciò, per le leggi statunitensi, non è reddito tassabile.

Il presidente Joe Biden ha già fatto una serie di proposte, tra le quali l'aumento delle tasse per i più ricchi. I senatori Elizabeth Warren e Bernie Sanders hanno invece ipotizzato una tassa sulla ricchezza al 3% sui patrimoni dei miliardari.