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Infanzia:29,3% non sa scaricare file da piattaforma scuola

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Di ANSA
Save The Children, nel 2020 povertà al top degli ultimi 15 anni
Save The Children, nel 2020 povertà al top degli ultimi 15 anni

(ANSA) – ROMA, 07 GIU – Vengono chiamati ‘nativi digitali’ e
quest’anno a causa del Covid hanno lavorato soprattutto in Dad
ma ben il 29,3% di questi ragazzi non è in grado di scaricare un
file da una piattaforma della scuola; il 32,8% non sa utilizzare
un browser per l’attività didattica; l’11% non è capace di
condividere uno schermo durante una chiamata con zoom. emerge
dalla prima indagine pilota sulla povertà educativa digitale
realizzata da Save the Children che ricorda, (dati Istat), come
il livello della povertà assoluta tra i minorenni nel 2020 ha
raggiunto il top dal 2005: in Italia sono 1 milione e 346 mila
(13,6%), 209mila in più rispetto all’anno precedente. Dai
risultati del sondaggio, compiuto su un campione di 772 bambini
di 13 anni, che frequentano l’ultima classe della scuola
secondaria inferiore, in 11 città e province italiane: Ancona,
Chieti, Mestre, Milano, Napoli, Udine, Palermo, Roma, Torino,
Velletri, Sassari, le bambine se la cavano meglio dei bambini. Save the Children, che in 10 mesi ha raggiunto 160.000
bambini, bambini e adolescenti le loro famiglie e docenti in 89
quartieri deprivati di 36 città e aree metropolitane con il
proprio intervento di contrasto agli effetti del covid-19,
rilancia la campagna ‘Riscriviamo il futuro’, per combattere la
povertà educativa e digitale, con l’invito a firmare il
‘Manifesto ‘ scritto in collaborazione con i ragazzi del
Movimento Giovani Sottosopra, che chiedono “di uscire
dall’invisibilità e di essere al centro delle politiche di
rilancio del paese, con maggiore attenzione alla scuola e alle
opportunità educative”. Simbolo della campagna sono gli occhiali
rossi che Save the Children “chiede a tutti di indossare per
veder finalmente meglio i bisogni, le esigenze e i desideri dei
ragazzi”. Testimonial l’ambasciatore di Save the Children
Cesare Bocci, che in un video spot ha intervistato i piccoli e
accolto la richiesta di essere guardati e ascoltati. (ANSA).

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