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Ambiente: alla Pelosa "ottima qualità della sabbia"

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Di ANSA
Studio Dipartimento di Scienze biomediche Università di Sassari
Studio Dipartimento di Scienze biomediche Università di Sassari

(ANSA) – STINTINO, 07 GIU – È ottima la qualità della sabbia
della Pelosa e del mare antistante la spiaggia ‘gioiello’ del
nord Sardegna, da alcuni anni sotto osservazione per il pericolo
erosione, con tanto di numero chiuso e ticket d’ingresso.
La situazione è nettamente migliorata, rispetto agli anni
precedenti, da quando sono presenti le regole comunali
sull’utilizzo delle stuoie e il numero contingentato degli
ingressi. Lo dice un recente studio del Dipartimento di Scienze
biomediche dell’Università di Sassari che ha condotto
un’approfondita analisi sull’arenile stintinese.
Nel 2020 un’equipe del Dipartimento, composta dagli studiosi
Massimo Deligios e Manuela Murgia e coordinata dai professori
Vittorio Mazzarello e Salvatore Rubino in collaborazione con la
ricercatrice Maura Fiamma, ha condotto il biomonitoraggio della
spiaggia della Pelosa. L’equipe, attraverso una metodica con
sequenziamento di nuova generazione, ha prelevato diversi
campioni di sabbia nella riva, nel centro e nella duna, durante
le diverse stagioni. I campioni sono stati analizzati nei
laboratori di Microbiologia del Dipartimento di Scienze
biomediche, permettendo di identificare le popolazioni
microbiche fungine e batteriche e di valutare lo stato di salute
della sabbia e la sua l’origine, con particolare attenzione alla
possibile influenza dell’altissimo numero di bagnanti durante il
periodo estivo. I dati sono stati inoltre confrontati con
analisi effettuate negli anni precedenti, sempre dallo stesso
gruppo di ricerca, per evidenziare gli effetti delle normative
comunali che hanno imposto l’ingresso dei bagnanti a numero
chiuso e l’uso di stuoie.
“Lo studio ci conforta – afferma il sindaco di Stintino Antonio
Diana – e conferma le scelte che questa amministrazione ha preso
nel tempo. Se da una parte, infatti, le azioni che stiamo
portando avanti consentono di preservare la spiaggia, dall’altra
determinano una maggior qualità dell’arenile e quindi una
maggior sicurezza per i bagnanti stessi”. (ANSA).

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