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Migranti: Procuratore Trieste, chi ha furgone fa business

Sorta di malaffare fai da te. E' svuotare mare con cucchiaino
Sorta di malaffare fai da te. E' svuotare mare con cucchiaino
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(ANSA) – TRIESTE, 21 MAG – I rintracci di migranti a Trieste
sono ormai quotidiani. Molti arrivano a piedi, “varcando boschi
e campi del carso triestino. Non c‘è neanche bisogno di arrivare
con il furgone. A volte abbiamo la fortuna di individuare chi li
accompagna ma è come svuotare il mare con un cucchiaino”. Il
Procuratore capo di Trieste Antonio De Nicolo fotografa così il
fenomeno migratorio che interessa il Friuli Venezia Giulia e su
cui la Procura della Direzione distrettuale antimafia del
capoluogo giuliano tiene i fari puntati. Al momento, tuttavia,
“non abbiamo sentore” che sia gestito dalla criminalità
organizzata nostrana. “Il “settore” del favoreggiamento
dell’immigrazione è molto frammentato. L’impressione è che
chiunque abbia un furgone cerchi di fare business. E’ una sorta
di malaffare fai da te”, aggiunge il Procuratore De Nicolo che
spiega come le indagini avviate dal suo ufficio allo stato
dimostrino come “spesso si tratti di iniziative individuali,
spinte forse da questa crisi economica”.
“Sicuramente, come accade anche nella droga, ci sono
organizzazioni di ampio respiro che lucrano sul fenomeno e ci
sono traffici transnazionali – aggiunge -. Stiamo cercando di
impostare indagini di ampio respiro e spendiamo moltissimo tempo
e fatica, ma ci sono moltissime frange del fenomeno e non è
semplice cogliere una strategia complessiva. Le centrali da dove
partono i traffici sono molto lontane. Servirebbe una
collaborazione con Stati extra europei. Tuttavia le indagini in
questo settore sono uno dei core business della Dda”. (ANSA).

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