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Migranti: Napoli, 20.000 domande sanatorie in attesa

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Di ANSA
Protesta alla Prefettura, aspettiamo da un anno, negati vaccini
Protesta alla Prefettura, aspettiamo da un anno, negati vaccini

(ANSA) – NAPOLI, 20 MAG – “Siamo venuti qui per avere il
permesso che ci spetta, in tanti aspettano la sanatoria e la
Prefettura non ci da’ risposte. Lo aspettiamo per il lavoro e
per i vaccini”. Così Assan Mahmoud, immigrato dal Bangladesh, da
dieci anni in Italia, racconta l’attesa degli immigrati che oggi
hanno manifestato in circa 100 davanti alla Prefettura di
Napoli. A Napoli sono oltre 20.000 gli immigrati che aspettano
l’esito della loro domanda di sanatoria: “Aspettiamo – prosegue
Assan Mahmoud – da più di un anno, tante persone sono bloccate,
noi lavoriamo, paghiamo i contributi, e vogliamo essere
considerati uomini. Solo dal Bangladesh siamo quasi 6.000 in
attesa a Napoli e senza sanatoria non ci fanno neanche il
vaccino per il covid. Ho avuto in questi mesi anche amici
ammalati che non sanno dove andare, perché non hanno il permesso
di soggiorno”. In Piazza Plebiscito parte il coro “non possiamo più
aspettare” da parte dei migranti a cui si uniscono Cgil, Cisl e
Uil. Gli immigrati espongono uno striscione: “volevate braccia
ma sono arrivati uomini, permessi di soggiorno subito”. “Ci sono
- spiega Jamal Qaddorah, responsabile immigrazione della Cgil
Campania – lavoratori sospesi, che sono regolari ma allo stesso
tempo clandestini. Dal 15 agosto scorso non è stato convocato
nessuno, in questi giorni hanno iniziato, ma parliamo di 4 o 5
al giorno. La nostra stima è che sono 20.000 domande, così
finiremo nel 2027 e intanto molti hanno perso il lavoro, molti
si sono ammalati di covid. La situazione è drammatica ed è una
vergogna, una violazione dei diritti umani. Chiediamo l’aumento
delle convocazioni, chi ha perso il lavoro deve avere per legge
un permesso di soggiorno di attesa occupazione per un anno in
cerca di lavoro. E poi c‘è il vaccino, ci sono quelli che hanno
diritto di essere vaccinati per età, per patologie, e vivono in
un limbo”. I sindacati, in una nota congiunta, sottolineano che
“dopo nove mesi le nostre lavoratrici e lavoratori sono senza
permessi di soggiorno, senza contratto di lavoro e senza alcuna
tutela sociale e sanitaria. Hanno presentato la documentazione,
pagato l’F24, il forfettario ma non hanno ricevuto nessun
permesso, nessun diritto. Tutto questo è ingiusto”. (ANSA).

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