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In Italia addestramento funzionari Ue per missioni a rischio

Corsi a Bolzano, Pisa e Gorizia misurano attitudini e reazioni
Corsi a Bolzano, Pisa e Gorizia misurano attitudini e reazioni
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - PISA, 19 MAG - Sarà l'Italia, con i suoi esperti e i suoi centri di addestramento a Bolzano, Gorizia, Pisa, la sede selezionata dall'Ue per preparare i funzionari civili che, dovendo recarsi in aree a rischio, potrebbero trovarsi in situazioni ostili per la loro sicurezza personale. Il primo corso si è aperto in questa settimana a Bolzano; il 4 e il 5 luglio seguirà un nuovo addestramento in provincia di Pisa. La scelta dell'Italia come unica sede di formazione per tutti i funzionari dell'Unione Europea arriva a seguito di un bando vinto da un consorzio guidato dall'Arma dei Carabinieri assieme a Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e all'Osservatorio sulla Sicurezza e Difesa Cbrne - Osdife. Al termine della selezione internazionale, il consorzio è stato incaricato dall'Ue come principale esecutore del contratto quadro multiplo per la realizzazione di 60 corsi 'Hostile Environment Awareness Training'" (Heat come acronimo) nei prossimi quattro anni che riguardano tematiche relative a terrorismo, crimini violenti, rapimenti o sequestri di ostaggi da parte di terroristi o gruppi criminali, disordini civili, violenza politica e conflitti armati. I corsi prevedono una cospicua parte pratica attraverso simulazioni realistiche e il referente del progetto per la Scuola Superiore Sant'Anna è Andrea de Guttry, professore ordinario di Diritto Internazionale: "Le situazioni presentate nei corsi nascono dalla prassi: noi formiamo civili che vanno in missione per salvare la loro incolumità. Li istruiamo su come minimizzare il rischio". Il corso non prevede un esame finale: "Il miglior esame - commenta il docente - è quello con sé stessi, ovvero il momento dell'autovalutazione. Usiamo un livello di stress alto, mai la violenza fisica, questo è chiaro. Sulla base della propria reazione a stress e tensione i partecipanti possono decidere in completa libertà se andare in missione oppure no. E anche questo è per noi un risultato positivo". (ANSA).

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