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Ceuta, seimila migranti in due giorni. Madrid schiera l'esercito

Di Giulia Avataneo
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Ceuta, seimila migranti in due giorni. Madrid schiera l'esercito
Diritti d'autore  Antonio Sempere/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Un flusso di migranti di simili proporzioni a Ceuta non ha precedenti. In seimila tra lunedì e martedì hanno fatto ingresso nell'enclave spagnola sul continente africano. Arrivati con gommoni di fortuna o semplicemente a nuoto. Fra loro molti minori non accompagnati, che sono gli unici ad avere possibilità di restare in custodia delle autorità spagnole. Per gli altri si prospetta il rimpatrio entro 48 ore.

Disputa territoriale

I due piccoli territori spagnoli Ceuta e Melilla sono un punto di arrivo per migliaia di persone che sperano di attraversare lo stretto di Gibilterra. Lo status delle due località diventa periodicamente motivo di tensione fra i governi di Spagna e Marocco. A dicembre il primo ministro marocchino Saad Eddine el-Otmani aveva definito la questione come "sospesa da cinque o sei secoli", aggiungendo che un giorno "si sarebbe potuta riaprire". Madrid aveva risposto con convocando d'urgenza l'ambasciatrice a Rabat.

"La Spagna si attende da tutti i partner il rispetto della propria sovranità e della propria integrità territoriale", aveva ribattuto in una nota.

Questione annosa

Ceuta e Melilla sono due territori sotto sovranità spagnola rispettivamente dal XVI e dal XVII secolo, sui quali il Marocco avanza pretese di integrazione nel suo territorio. Madrid non ha mai accettato di avviare negoziati sulla questione, sostenendo che le due località erano sotto il dominio spagnolo già da prima che si fondasse il regno del Marocco.

L'episodio più recente

Le enclavi spagnole sono circondate da una doppia recinzione e pesanti misure di sicurezza, in virtù di un accordo fra la Spagna e il Marocco.

Ma fra i due Paesi si è aggiunto un nuovo motivo di conflitto quando il Paese iberico ha deciso si accogliere, per curarlo dal Covid, Brahim Ghali, leader del fronte Polisario che si batte per l'indipendenza del Sahara Occidentale dal Marocco.

Ora alcune organizzazioni umanitarie accusano Rabat di aver consapevolmente abbassato la guardia sui migranti.

"La migrazione viene usata come carta di ricatto per far pressione su uno stato membro, in questo caso il governo spagnolo. Madrid dipende dal Marocco per fermare questi attraversamenti irregolari - come la Grecia dipende dalla Turchia per fermare i rifugiati diretti verso la rotta balcanica".

Sánchez: ristabilire la legalità

"L'integrità territoriale della Spagna, le sue frontiere, che sono anche le frontiere esterne dell'Unione europea, e soprattutto la sicurezza dei nostri compatrioti e la loro tranquillità saranno difesi dal governo spagnolo in ogni momento, affrontando qualsiasi sfida con tutti i mezzi necessari, insieme ai nostri partner europei”, ha detto il premier spagnolo Pedro Sánchez.

Decisa anche la reazione di Buxelles. "È preoccupante che almeno seimila persone, tra cui un gran numero di bambini, abbia raggiunto Ceuta a nuoto, mettendo in pericolo la propria vita - ha detto Ylva Johansson, commissario UE per gli affari interni - Molti hanno dovuto essere salvati, una persona è morta. La cosa più importante ora è che il Marocco continui a impegnarsi per impedire le partenze e che chi non ha titolo per restare sia rimpatriato in modo ordinato ed efficace”.