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Estradato l'ex leader di Alba Dorata. Per Ioannis Lagos 13 anni di carcere

Di Debora Gandini
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Estradato l'ex leader di Alba Dorata. Per Ioannis Lagos 13 anni di carcere
Diritti d'autore  Stelios Stefanou/AP
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Alla fine è arrivata l'estradizione per Ioannis Lagos. l'ex dirigente del partito greco di estrema destra Alba Dorata. È atterrato ad Atene sabato sera, scortato dalla polizia. Lagos è arrivato nella capitale greca in manette. L'europarlamentare, trasferito dal Belgio in Grecia, era stato condannato insieme ad altri membri dell’organizzazione di estrema destra ad una pena di tredici anni di reclusione perché riconosciuto colpevole della costituzione di un’organizzazione criminale e dell’appartenenza, in qualità di capo, alla stessa.

L’indagine culminata nelle condanne dei più importanti esponenti del partito neonazista, tra i quali anche il suo leader Nikolaos Michalokiakos, aveva avuto inizio nel 2013. La notte del 18 Settembre di quell’anno venne assassinato con una coltellata al cuore e una alla coscia sferrate dal militante di Alba Dorata Giorgos Roupakiàs, l’attivista di sinistra Pavlos Fyssas.

La ricostruzione dei fatti

Nel processo la cui sentenza definisce Alba Dorata come un’organizzazione criminale gli imputati erano 68. In tutto sono 7 le persone condannate a 13 anni di reclusione. Oltre all’accoltellamento di Fyssas sono stati considerati due tentatati omicidi compiuti ai danni di quattro pescatori egiziani e di un gruppo di sindacalisti comunisti e alcuni attacchi ad attivisti di sinistra. Dopo la sentenza Lagos era fuggito a Bruxelles. Il 27 aprile era stato arrestato, dopo che l'Eurocamera gli aveva revocato l'immunità parlamentare.

Xenofoba, turcofona e anti-migranti, Alba Dorata è una formazione ultra-nazionalista che si richiama all'ideologia della Grande Idea, una dottrina fascistoide che promuove una "Grande Grecia" estesa a tutti i territori dove siano presenti comunità di lingua e cultura elleniche, comprese l'attuale Macedonia del Nord, parte dell'Albania, la Tracia (oggi appartenente a Bulgaria e Turchia) fino a Costantinopoli e Smirne.

L'organizzazione sventola vessilli con simboli stilizzati che ricordano la svastica e altri stemmi nazional-socialisti.