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Arsenale ex gip: sospetto Dda che custodisse armi per clan

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Di ANSA
De Benedictis in intercettazione, 'risalgono a chi non devono'
De Benedictis in intercettazione, 'risalgono a chi non devono'

(ANSA) – BARI, 14 MAG – L’ex gip del Tribunale di Bari
Giuseppe De Benedictis potrebbe aver custodito armi anche per
conto della criminalità organizzata. E’ quanto emerge dagli atti
della Dda di Lecce che ieri hanno portato ad una nuova misura
cautelare in carcere per traffico di armi, anche da guerra, nei
confronti dell’ex giudice, già detenuto per corruzione in atti
giudiziari. “E’ di fondamentale importanza – si legge
nell’ordinanza – l’accertamento in merito sia alla provenienza
delle armi sia alla possibile detenzione delle armi anche per
conto di soggetti terzi, appartenenti a persone orbitanti
nell’ambito della criminalità organizzata locale”.
Dopo la perquisizione del 9 aprile scorso, nella quale De
Benedictis fu colto in flagranza dopo aver intascato una
tangente dall’avvocato penalista barese Giancarlo Chiariello
(anch’egli in carcere dal 24 aprile per il concorso nella
corruzione in atti giudiziari), l’ex giudice cominciò a
preoccuparsi di essere “smascherato” anche sulla detenzione
illecita dell’arsenale, poi sequestrato ad Andria il 29 aprile.
Parlando al telefono con il caporal maggiore capo scelto
dell’Esercito italiano Antonio Serafino (anch’egli in carcere da
ieri nell’ambito dello stesso procedimento), De Benedictis il 22
aprile dice di “temere che un eventuale rinvenimento
dell’ingente materiale – ricostruisce la gip Giulia Proto -
avrebbe smascherato la provenienza delle armi perché, come dice
testualmente l’ex giudice, ‘risalgono a chi non devono’”.
“Quanto captato in questa conversazione – scrive la gip nella
parte dell’ordinanza sulle esigenze cautelari – depone in tal
senso”, con riferimento alla possibile detenzione dell’arsenale
per conto di soggetti legati alla criminalità. (ANSA).

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