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Karadžić, una cella nel Regno Unito per il criminale di guerra

Di Stefania De Michele
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Karadžić, una cella nel Regno Unito per il criminale di guerra
Diritti d'autore  Peter Dejong/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
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Per Radovan Karadžić si apre una cella nel Regno Unito. L'ex leader serbo-bosniaco, già presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina dal 1992 al 1996, riconosciuto colpevole di genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità, è attualmente detenuto a l'Aja.
Karadžić è stato condannato nel marzo 2016 a 40 anni di reclusione, in primo grado, dal tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia. La condanna è stata commutata in ergastolo nel 2019.

Il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab ha sottolineato il ruolo del Regno Unito in tutta la vicenda seguita all'arresto di Karadžić.

Nel tweet: "Radovan Karadžić è una delle poche persone ad essere state giudicate colpevoli di genocidio. La Gran Bretagna ha sostenuto la ricerca trentennale di giustizia per questi crimini efferati".

Karadžić, che ha 75 anni,¨ è stato dichiarato responsabile di omicidi, stupri, torture, trasferimenti forzati, anche in occasione dell'assedio di Sarajevo, durato 4 anni, dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996.

L'assedio di Sarajevo

L’inizio ufficiale della guerra in Bosnia si fa risalire al 6 aprile 1992, giorno in cui la Comunità europea riconobbe ufficialmente l’indipendenza di Slovenia, Croazia, e Bosnia ed Erzegovina. In quei giorni cominciarono anche i bombardamenti e l’assedio di Sarajevo, il più lungo della storia moderna, portato dall'Armata Popolare Jugoslava (JNA) e dalle forze serbo-bosniache (VRS), che miravano a distruggere il neo-indipendente stato della Bosnia ed Erzegovina e a creare la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina.
Con gli oltre 1000 giorni di assedio, l'obiettivo era quello di "far esplodere il cervello" ai suoi abitanti, come aveva detto Ratko Mladić, comandante militare dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia.

Si stima che durante l'assedio le vittime siano state più di 12 000, i feriti oltre 50 000, l'85% dei quali tra i civili.

Il massacro di Srebrenica

Karadžić è stato anche riconosciuto responsabile del massacro nell'enclave di Srebrenica nell'11 luglio 1995, in cui furono uccisi 8mila musulmani bosniaci, soprattutto uomini e ragazzi.
Il genocidio avvenne davanti alle truppe del contingente olandese della missione di peacekeeping UNPROFOR, incaricato di tutelare la zona, dichiarata “area protetta” dalle Nazioni Unite nel 1992.

I 600 caschi blu delle Nazioni Unite non intervennero per motivi e circostanze non ancora pienamente accertati. Tra le ragioni addotte, il fatto che le truppe non fossero equipaggiate per affrontare lo scontro e che le vie di comunicazione tra Srebrenica, Sarajevo e Zagabria non fossero ottimali, causando ritardi nelle decisioni. Il piano di pulizia etnica perpetrato a Srebrenica portò alla morte di migliaia di uomini, gettati nelle fosse comuni, e allo stupro sistematico delle donne.

Radovan Karadžić è stato arrestato nel 2008, dopo 13 anni di latitanza.