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Il Myanmar chiude le porte all'inviato Asean

Di euronews
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Il Myanmar chiude le porte all'inviato Asean
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Per sfuggire agli attacchi e ai cecchini delle forze di sicurezza, molti raduni e manifestazioni si svolgono all'alba ma anche di notte. La protesta non cessa ma intanto la giunta golpista non apre le porte all'inviato speciale dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) come era stato concordato in 5 punti al vertice Asean del mese scorso, a cui ha partecipato l'artefice del colpo di stato del 1 febbraio, il generale Min Aung Hlaing. I leader dei paesi Asean avevano votato una mozione per far adottare la fine della violenza, il dialogo tra i militari e gli oppositori, il permesso di invio di aiuti umanitari contestualmente ad una visita ufficiale di un inviato speciale ASEAN che avrebbe dovuto riferire sullo stato dal paese.

I pretesi della giunta

"In questo momento, stiamo dando la priorità alla sicurezza e alla stabilità del paese - ha detto in un briefing televisivo il maggiore Kaung Htet San, portavoce del consiglio militare - Solo dopo aver raggiunto un certo livello di sicurezza e stabilità, collaboreremo per quanto riguarda quell'inviato."

Centinaia di morti anche giovanissimi

Almeno 774 persone sono state uccise e più di 3.700 detenute nelle carceri dei militari birmani, stando ai dati di chi si oppone al golpe. L'esercito sostiene di confrontarsi con "terroristi"

L'esercito al potere del Myanmar sta affrontando proteste a livello nazionale contro il colpo di stato che ha rimosso il governo eletto tre mesi fa.