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Sequestrate 300 tonnellate pellets contraffatto,una denuncia

Sigilli della Gdf a impianto in Calabria. Marchio taroccato
Sigilli della Gdf a impianto in Calabria. Marchio taroccato
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(ANSA) – PATERNOCALABRO, 09 APR – Trecento tonnellate di
pellets con marchio contraffatto, trovati all’interno di un
impianto di produzione di Paterno Calabro, sono stati
sequestrati dalla Guardia di finanza di Cosenza che ha
denunciato in stato di libertà un imprenditore con l’accusa di
contraffazione. Lo stabilimento, dislocato su una superfice di oltre 10.000
metri quadri, è stato individuato e sequestrato a seguito di una
serie di attività svolte sul campo con sopralluoghi e
appostamenti e anche attraverso la consultazione del portale
dell’Associazione Italiana
Energie Agroforestali. In tal modo è emerso che l’azienda
boschiva risultava priva delle previste autorizzazioni per
l’utilizzo del marchio “EN PLUS A1″, non essendo inserita nelle
liste ufficiali dei produttori, distributori e trasportatori. Il
sequestro ha riguardato l’intero impianto di produzione,
composto da macchinari e strumentazione tecnica, al quale era
collegata una bobina, della lunghezza di oltre 2.000 metri,
contenente circa 130 sacchetti compressi con marchio
contraffatto. Dall’esame delle fatture è stata ricostruita la filiera
produttiva illegale, al cui vertice era posta la società che,
dopo aver acquistato le materie prime da fornitori situati
nell’area silana, le trasformava in prodotti finiti,
successivamente rivenduti, a prezzi più vantaggiosi rispetto
agli standard del mercato, ad una fitta rete di attività
commerciali al dettaglio delle province di Cosenza e Catanzaro. A seguito di una perizia tecnica, eseguita nel laboratorio
di analisi convenzionato con il licenziatario del marchio, oltre
alla conferma della contraffazione del logo originale, ha
stabilito che il pellet aveva caratteristiche qualitative
inferiori rispetto a quelle oggetto della certificazione.
L’utilizzo del marchio EN PLUS A1, infatti, è garanzia di
elevati standard qualitativi del prodotto. E per tale motivo,
il produttore, prima dell’immissione in commercio, deve
dimostrare di aver impiegato legname di pregio e di non aver
aggiunto sostanze tossiche. (ANSA).

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