Giudice non pagò conti ristoranti, 'mi pento e lascio toga'

Così magistrato milanese Piero Gamacchio dopo post Nuzzi su Fb
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Di ANSA
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(ANSA) – MILANO, 22 APR – “Quanto letto sui social e taluni
media in questi ultimi giorni corrisponde ahimè alla verità
(…) questi fatti mi impongono di chiedere da subito di essere
messo in aspettativa. Si è trattato di comportamenti di grave
leggerezza di cui mi pento profondamente e ai quali porrò al
più presto rimedio”. Sono le parole del giudice milanese Piero
Gamacchio, riportate sul profilo Facebook del giornalista
Gianluigi Nuzzi, il quale in questi giorni proprio sul social
network ha raccontato la vicenda, ripresa da Dagospia e di cui
molto si è parlato nei corridoi del Palazzo di Giustizia di
Milano, del magistrato della Corte d’Appello milanese che ha
lasciato in sospeso conti in alcuni bar e ristoranti nelle
vicinanze del Palagiustizia. Gamacchio, molto vicino alla pensione e che avrebbe dovuto
presiedere il processo di secondo grado a carico di Giuseppe
Mussari e altri ex vertici di Mps, ha dichiarato anche che “mai,
in alcun modo mai, questi fatti possano aver influito nelle mia
attività di giudice”. Nei post di Nuzzi prima d’ora non era mai
stato fatto il nome del magistrato che oggi ha deciso di
replicare così al giornalista. (ANSA).

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