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Disabili torturati a Licata, misura cautelare per due 14enni

'Violenze e minacce, video sui social per deridere vittime'
'Violenze e minacce, video sui social per deridere vittime'
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(ANSA) – AGRIGENTO, 24 APR – Due 14enni, accusati di avere
torturato tre disabili a Licata, sono stati collocati in
altrettante comunità di recupero. La misura cautelare emessa al
Gip per i minorenni di Palermo è stata eseguita dai carabinieri
della locale compagnia. Secondo l’accusa, la ‘baby gang’,
insieme con altri maggiorenni già arrestati, per mesi ha
letteralmente trattato da bersagli persone indifese “procurando
loro – con violenze e gravi minacce poiché agendo con crudeltà -
sofferenze fisiche e psichiche, nonché ledendo la loro dignità”.
Molti degli episodi sono stati ripresi con i cellulari e
pubblicati sui social network, con lo scopo, accusa la Procura
per i minorenni di Palermo, di “deridere le vittime”. In
un’occasione, i due 14enni, assieme a quattro maggiorenni, si
sono introdotti di notte nell’abitazione a Licata di una delle
vittime: hanno immobilizzato l’uomo che dormiva e i due
minorenni, comprimendogli la testa con il piede e il collo sino
quasi a soffocarlo, gli hanno tagliato i capelli con un rasoio
elettrico cercando anche di bruciargli i capelli con un
accendino e la pelle con una sigaretta. Oltre ai disabili, la
baby gang ha aggredito un ex assessore comunale nella villa
Regina Elena di Licata: i due minorenni lo hanno colpito a
bastonate perché li aveva poco prima rimproverati perché stavano
distruggendo un tabellone del giardino pubblico. L’uomo ha
riportato la frattura di un dito della mano e un trauma cranico
alla fronte con punti di sutura, con un pericolo di sfregio
permanente. (ANSA).

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