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Diploma per Glicy, primo cane allerta-diabiete in Sardegna

Di ANSA
Da quasi 3 anni il suo fiuto aiuta un bambino sardo di 13 anni
Da quasi 3 anni il suo fiuto aiuta un bambino sardo di 13 anni
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(ANSA) – ORISTANO, 04 MAR – Aveva solo due mesi quando ha
ricevuto le coccole di quel bambino, ha giocato con lui, ha
imparato a conoscerlo e riconoscere il suo odore e oggi, quasi 3
anni dopo e grazie al suo fiuto, non è più solo il compagno
fedele di mille giochi ma anche il salva-vita del suo
padroncino. È la storia di Glicy, una barboncina di due anni e
mezzo, primo cane allerta diabete della Sardegna, ma è anche la
storia di Silvio, un bambino di 13 anni affetto da diabete di
tipo 1 e dei suoi genitori, Daniela e Angelo Boi, che hanno
fatto di tutto per tenere sotto controllo la malattia del
figlio. “Avevamo sentito parlare dell’esistenza di un cane che grazie
alle sue particolari doti ci potesse aiutare ad affrontare la
malattia di Silvio: un cane allerta diabete – raccontano Daniela
e Angelo – Era un sogno che abbiamo condiviso e che Silvio ha
accolto con entusiasmo. Abbiamo dovuto aspettare 2 anni perché
in Sardegna non c’era un educatore cinofilo che formasse i cani
per questa mansione. Nel 2018 è arrivato il Progetto Serena
Onlus e Roberto Zampieri, educatore cinofilo di Verona, ideatore
di un protocollo particolare per l’addestramento di cani
allerta-diabete. Per noi è stato come vedere all’orizzonte
un’alternativa positiva”. Quello che sembrava un miraggio è
diventato realtà e sabato mattina alle 12 nella sala consiliare
del Comune di Oristano sarà consegnato a Glicy il diploma che
attesta questa sua particolare abilità. La cerimonia sarà
trasmessa in diretta streaming sul canale youtube del Comune. “In tanti ci hanno aiutato a realizzare il sogno di Silvio -
sottolineano ancora papà e mamma – Due giorni dopo il suo arrivo
nella nostra famiglia abbiamo ricevuta la visita dei media
locali e regionali. Glicy aveva 2 mesi e Silvio 10 anni quando
abbiamo iniziato l’addestramento, che si è svolto inizialmente a
casa nostra con incontri settimanali con l’educatore. Dopo solo
due mesi Glicy è riuscita a riconoscere picchi di glicemia anche
in persone estranee alla famiglia. Con lui la nostra vita, la
nostra quotidianità è cambiata decisamente in meglio”. (ANSA).

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