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Covid: Dia, welfare alternativo 'ndrangheta per guadagni

'Rischio che imprese medio-piccole fagocitate da cosche'
'Rischio che imprese medio-piccole fagocitate da cosche'
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(ANSA) – LAMEZIATERME, 17 MAR – L’emergenza Covid sarebbe
stata una ottima fonte di guadagno per la ‘ndrangheta. Questo
emerge dalla relazione annuale della Dia secondo la quale
“l’analisi dell’andamento della delittuosità riferita al periodo
del lockdown ha mostrato che le organizzazioni mafiose si sono
mosse con una strategia tesa a consolidare il controllo del
territorio, ritenuto fondamentale per la loro sopravvivenza e
condizione imprescindibile per qualsiasi strategia criminale di
accumulo di ricchezza. Controllo del territorio e disponibilità
di liquidità che potrebbero rivelarsi finalizzati ad
incrementare il consenso sociale anche attraverso forme di
assistenzialismo a privati e imprese in difficoltà”. Da qui “il
rischio che le attività imprenditoriali medio-piccole vengano
fagocitate nel medio tempo dalla criminalità, diventando
strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti”. In
questo senso, “la ‘ndrangheta ha dato prova di saper
intercettare le opportunità nei cambiamenti socio-economici e di
una grande duttilità e capacità di rimodulare il proprio paniere
investimenti per massimizzare i profitti. E’ noto che la
criminalità calabrese, al pari delle omologhe matrici mafiose, è
da sempre abile a proporsi con azioni ‘filantropiche’ verso
famiglie in difficoltà alle quali offrire sostegno economico,
innescando un meccanismo di dipendenza che verrà riscattato a
tempo debito”. La ‘ndrangheta, quindi, diventerebbe come un
“welfare alternativo”, “salvo poi presentare il conto alle
imprese beneficiarie”. Questo, senza abbandonare gli altri
strumenti di introito come il traffico di droga, “che
l’emergenza non ha in alcun modo rallentato”, accanto alla
“capacità di intrecciare legami diretti con politici, esponenti
delle Istituzioni, imprenditori, professionisti”. Per la Dia “i
clan non hanno mai smesso di ‘segnare il territorio’,
perpetuando la loro pressione estorsiva e usuraria a
imprenditori e commercianti”. Sono anche “in grado di adattarsi
alle evoluzioni del contesto sociale, nazionale ed estero,
tenendosi al passo con il progresso e la globalizzazione sapendo
proiettare, al momento opportuno, le proprie attenzioni verso i
mercati dell’Est europeo, attratte anche dai cospicui
stanziamenti dell’Ue”. (ANSA).

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