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Scuola: dopo frustrazione per Dad, nasce progetto 'Emozioni'

Nappo (Istituto Freud),sostegno ed empatia sono le parole chiave
Nappo (Istituto Freud),sostegno ed empatia sono le parole chiave
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(ANSA) – MILANO, 11 FEB – Dopo la Didattica a distanza, la
ripresa si è rivelata problematica: gli studenti sono rimasti a
casa, lontano dalla scuola per tanto tempo, a volte mesi, e
qualcosa in loro si è modificato. Sono apparsi solitudine,
disorientamento, ansia. Partendo da questi riscontri l’Istituto
superiore Freud di Milano, ha messo in atto il progetto
‘Emozioni’ perché i giovani interagiscano fra loro tornando
‘protagonisti’. “Dobbiamo insegnare loro a essere coraggiosi e a usare la
conversazione come strumento di sorpasso per superare la
situazione – spiega Daniele Nappo, il direttore didattico -
quindi sostegno ed empatia sono le parole chiave, accogliere e
comprendere i segnali di frustrazione che comunicano in questo
momento; è molto importante che capiscano che si può parlare con
i propri docenti e che possano ottenere sollievo tramite la
‘validazione’ delle loro emozioni”. In base a un focus per capire come agire la scuola, oltre 750
iscritti, ha osservato che “oggettivamente qualcosa nei ragazzi
si è modificato”. L’isolamento forzato e la mancanza di
relazioni sociali ha determinato – aspetto notato alla ripresa
delle lezioni – una importante caduta dell’umore. Fra i segnali
di criticità causati dal cambiamento della quotidianità problemi
del sonno e ripetuti risvegli notturni che provocano difficoltà
di attenzione, stress e nervosismo, Gli studenti si sentono
“trasportati in circoli improduttivi non adatti al loro
benessere”. “Il progetto, definito insieme alla psicologa della
scuola, e agli insegnanti – conclude Nappo – punta quindi alla
consapevolezza: interessarsi e stare vicino agli studenti è una
preziosa opportunità per entrare in contatto con le emozioni
altrui e imparare attraverso il rispecchiamento e la
condivisione, ad osservare e comprendere senza giudicare perché
non esistono emozioni sbagliate: dunque se un ragazzo è triste,
non importa il motivo, condivisibile o meno, bisogna
concentrarsi sulla sua tristezza”. (ANSA).

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