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Revoca export bombe, Rwm riavvia produzione in Sardegna

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Di ANSA
Lavoratori impegnati dall'1 marzo con commesse Paese Ue
Lavoratori impegnati dall'1 marzo con commesse Paese Ue

(ANSA) – CAGLIARI, 11 FEB – Questa mattina la Rwm Italia (del
gruppo Tedesco Rheinmetall), durante una riunione in
Confindustria, ha comunicato ai sindacati che sospenderà nei
prossimi giorni il ricorso agli ammortizzatori sociali per gli
80 lavoratori dello stabilimento di Domusnovas in Cassa
Integrazione da settembre 2020. “L’acquisizione tra dicembre e gennaio di alcune commesse
urgenti da parte di un Paese Europeo – ha dichiarato
l’amministratore selegato di Rwm Italia, Fabio Sgarzi -
consentirà qualche mese di continuità lavorativa a tutti i
lavoratori dello Stabilimento di Domusnovas. È tuttavia
evidente che non basta una rondine a fare primavera – ha
proseguito – la ripresa, purtroppo, è solo temporanea. Siamo ben
lontani dai volumi produttivi e dal numero di lavoratori di due
anni fa e soprattutto dalle previsioni di crescita, della
produzione e dell’occupazione, collegate alle autorizzazioni
prima concesse e ora revocate”. “Chi ha gridato al ricatto occupazionale – licenziamenti in
caso di cancellazione delle licenze di esportazione – dovrebbe
ricredersi – sostiene ancora l’Ad -La Rwm Italia non pratica
questo genere di condotte; al contrario, dove ci sono occasioni
di business le coglie, anche a beneficio dei lavoratori e del
territorio. Come è normale che sia”. “Ora lo Stato, il Governo e la Regione devono fare la loro
parte, dopo 18 mesi di incomprensibile immobilismo – continua
Fabio Sgarzi – se oggi è giusto essere soddisfatti per chi torna
al lavoro, è altrettanto giusto non dimenticare chi rimarrà,
comunque, senza lavoro in conseguenza di una decisione dello
Stato”. “I lavoratori senza occupazione a causa della revoca delle
licenze di esportazione verso l’Arabia Saudita e gli Emirati
Arabi Uniti non sono diversi da quelli di altre aziende italiane
per le quali lo Stato si è prodigato, a fronte, peraltro, di
problemi causati da cattiva gestione o distorte logiche di
profitto – conclude – Nel nostro caso, al contrario, i problemi
nascono da scelte governative non ponderate e dunque è doveroso,
adesso, l’impegno anche dello Stato nella ricerca di soluzioni.
Lo Stato, se vuole, può farlo”. (ANSA).

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