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Bancarotta,truffa e malversazione,arrestati 2 imprenditori

Di ANSA
Sono ai domiciliari. Sequestrati da Gdf Cosenza beni per 1 mln
Sono ai domiciliari. Sequestrati da Gdf Cosenza beni per 1 mln
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(ANSA) – COSENZA, 15 FEB – Due imprenditori cosentini, attivi
nel settore dei “lavori stradali, fognari e movimento terra”,
sono stati arrestati e posti ai domiciliari con l’accusa di
bancarotta fraudolenta, truffa ai danni dello Stato e
malversazione. Ai due, ai quali è stato applicato anche il
divieto di comunicare con persone diverse da quelle con loro
coabitanti, sono state sequestrate a scopo preventivo, somme di
denaro e terreni per circa un milione di euro. Le indagini seguono precedenti attività investigative
scaturite dal fallimento di una società gestita dai due
imprenditori. Attraverso intercettazioni telefoniche,
ricostruzioni contabili ed acquisizioni d’informazioni da
persone informate sui fatti, i provvedimenti odierni sono
incentrati sul fallimento di un’ulteriore società, di fatto
amministrata dai due indagati, e formalmente rappresentata da un
loro fedelissimo. Gli indagati, sei in tutto, secondo l’accusa,
hanno posto in essere gravi e reiterate condotte di bancarotta
fraudolenta distrattiva, con grave danno per i terzi creditori,
tra cui l’Erario, nei cui confronti la società fallita aveva
accumulato un debito per imposte non versate pari ad oltre euro
2 milioni e 200mila euro. Le condotte illecite sarebbero state compiute attraverso
contratti di cessione e/o locazione di beni e rami d’azienda,
senza corrispettivo, stipulati con diverse imprese intestate a
parenti diretti degli arrestati, di fatto sempre gestita da
loro, consentendo la distrazione e la dissipazione del compendio
aziendale, per un valore complessivo di circa 7 milioni di euro,
già sottoposto a sequestro. Gli elementi raccolti hanno
consentito di ricondurre agli indagati, l’amministrazione di
fatto della società fallita sebbene la stessa risultasse
formalmente amministrata da un terzo soggetto, anch’egli
indagato. Nei confronti di alcuni degli indagati, è stata anche
contestata un’ipotesi di truffa e malversazione ai danni dello
Stato in quanto, attraverso l’emissione di fatture per
operazioni inesistenti, gli stessi hanno incamerato 745mila euro
di finanziamenti europei erogati dalla Regione Calabria
trasferiti sul conto corrente di una nuova società. (ANSA).

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