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Presa a martellate, Maria e l'incubo lockdown

Vittima di violenza ora torna a vivere, 'Voglio ricominciare'
Vittima di violenza ora torna a vivere, 'Voglio ricominciare'
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(ANSA) – ROMA, 24 NOV – “Non è soltanto il dolore fisico che
ho provato, ma soprattutto il suo gesto non riesco ad accettare:
nessun essere umano può prendere a martellate un’altra persona.
Nessun essere umano può essere così crudele. E’ stata una
delusione grandissima: io ero molto innamorata di lui. Mi diceva
che non mi avrebbe uccisa in un colpo solo, ma mi avrebbe fatta
morire un pò alla volta, picchiandomi, e da sola”. Maria
racconta la sua storia costellata di orrore e violenze, e
diventata un grumo di ferocia durante la convivenza forzata col
suo aguzzino durante il lockdown. Tra le lacrime Maria, nome di
fantasia, racconta la vita dura di una donna 44enne, ucraina, da
15 anni residente a Napoli, dove per oltre 12 anni ha lavorato
come badante. Fin quando non ha incontrato un uomo, poco più
grande di lei, un italiano di 50 anni, e sono andati a vivere
insieme. Fin quando un giorno durante il lockdown il compagno ha
preso un martello e le ha spezzato una gamba. E’ finita in
ospedale, dove è stata operata e le hanno ingessato la gamba. Al
termine della degenza la sala operativa sociale del Comune di
Napoli ha chiesto un posto alla Cooperativa Eva di Santa Maria
di Capua Vetere, nel casertano. “Ho portato per due mesi un
tutore alla gamba e proprio oggi – dice – ho fatto una risonanza
magnetica di controllo. Tra un mese dovrò andarmene. Mi hanno
offerto di fare gratuitamente un corso di make up lo farò. Di
sicuro non voglio fare la badante, mi piacerebbe lavorare in
fabbrica. Certo l’amore mi ha delusa, ma voglio ricominciare”.
Carmen Festa, responsabile del centro nel casertano, spiega che
“per l’uomo è stato disposto il divieto di avvicinamento a lei e
sua madre. Ed è stato avviato anche il procedimento penale visto
che Maria alla fine si è decisa a denunciarlo anche se
all’inizio temeva ritorsioni nei confronti della madre. Con il
sostegno il Comune di Napoli grazie al progetto ‘Semi di
autonomia’ Maria verrà aiutata a cercare una casa, le sarà
pagato per un periodo l’affitto e le bollette ed anche dei corsi
di orientamento al lavoro. E’ disillusa dall’amore, lo ripete
sempre, ma ha capito che la vita può offrire anche nuove
opportunità” (ANSA).

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