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Giornalisti: Imbavagliati, festival resta aperto sulla rete

Diecimila utenti in 7 giorni. Klain, megafono libertà di stampa
Diecimila utenti in 7 giorni. Klain, megafono libertà di stampa
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(ANSA) – NAPOLI, 20 DIC – La sesta edizione di
“Imbavagliati” nel segno dei “Diversamente liberi” chiude con
diecimila utenti in sette giorni di programmazione, il
festival del giornalismo civile però resterà ‘aperto’ sulla
rete. “Aspettando la prossima edizione fisica a Napoli – è il
bilancio della ideatrice e direttrice Désirée Klain – la
manifestazione non chiude, ma continua ad essere fruibile
portando avanti altre iniziative, attraverso il nostro sito
d’informazione www.imbavagliati.it, che vuole essere un megafono
per la libertà di stampa”. Dall’Algeria alla Cina passando per
la Siria e la Colombia, il festival ha diffuso voci coraggiose
che difendono i diritti LGBT oltraggiati nel mondo e quelli
degli ultimi. La Mehari di Giancarlo Siani, il giornalista
napoletano assassinato dalla camorra nel 1985 è divenuta negli
anni il simbolo dell’iniziativa per la libertà di stampa (che ha
sede al Pan/Palazzo delle Arti, dove la macchina è custodita ).
E con lo slogan “Chi dimentica diventa colpevole” si è
rinnovato dal Festival l’appello per chiedere verità e giustizia
per Mario Paciolla, Giulio Regeni e Ilaria Alpi.
Il Premio Pimentel Fonseca, è stato consegnato alla giornalista
colombiana Claudia Julieta Duque. Tra protagonisti
Ludovic-Mohamed Zahed, primo imam franco-algerino
dichiaratamente gay , Chang Ping, il giornalista cinese
censurato dal governo di Xi Jinping, John Shipton, padre di
Julian Assange, Akram Sweedan, coraggioso artista siriano, che
raccoglie i resti di ordigni vari trasformandoli in opere
d’arte, testimonial è stata Carmen Ferrara, attivista campana
LGBTIQ e ricercatrice. Il festival ha prodotto il video “Slapp,
il bavaglio con la cravatta!”, contro le querele temerarie.
“Ringrazio Désirée Klain – ha detto Giuseppe Giulietti,
invitando alla diffusione dello spot – e la sua squadra per non
aver rinunciato in una stagione così difficile al festival
Imbavagliati, un punto di riferimento internazionale’‘. Riccardo
Noury, portavoce di Amnesty International Italia nota che
“grazie a Imbavagliati riusciamo sempre a tracciare una
traiettoria giusta, da Giancarlo Siani a Mario Paciolla, da
Giulio Regeni a Patrick Zaki’‘. (ANSA).

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