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'Da Chicco a Chicco', Nespresso dona 630 quintali di riso

Il programma sostiene Banco Alimentare Lombardia e Lazio
Il programma sostiene Banco Alimentare Lombardia e Lazio
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(ANSA) – MILANO, 10 DIC – Dal chicco di caffè al chicco di
riso, per aiutare chi ha più bisogno e per salvaguardare
l’ambiente. E’ questo il senso dell’impegno di Nespresso al
fianco di Banco Alimentare della Lombardia e Banco Alimentare
del Lazio attraverso il programma ‘Da Chicco a Chicco’, attivo
in Italia per la raccolta e il riciclo delle capsule esauste.
Nel 2020 Nespresso è riuscita a donare alle due associazioni 630
quintali di riso, l’equivalente di 700.000 piatti. Dalla sua attivazione nel 2011, grazie alla collaborazione
tra Nespresso, CIAL, Utilitalia e il CIC (Consorzio italiano
Compostatori), ‘Da Chicco a Chicco’ ha permesso di donare a
Banco Alimentare della Lombardia oltre 3.400.000 piatti di riso, a cui si aggiungono gli oltre 220.000 piatti offerti a Banco
Alimentare del Lazio. Un traguardo raggiunto anche grazie ai
consumatori Nespresso, che hanno preso parte al progetto di
economia circolare riconsegnando le capsule esauste nei 118
punti di raccolta distribuiti in 71 città in tutto il territorio
nazionale. “ ‘Da Chicco a Chicco’ negli anni ci ha permesso di
raggiungere importanti risultati, andando a triplicare le
donazioni di riso – ha commentato Marta Schiraldi, Technical and
Quality Director Nespresso Italiana -. Questo programma di
economia circolare rappresenta un approccio responsabile alle
capsule esauste di caffè non solo dal punto di vista ambientale,
attraverso il recupero dei due materiali di cui le capsule sono
composte, ma anche sociale, perché ogni pacco di riso prodotto e
donato da Nespresso a Banco Alimentare della Lombardia e Banco
Alimentare del Lazio si trasforma in un aiuto concreto per le
persone in difficoltà”. “Grazie al programma ‘Da Chicco a Chicco’ riusciamo ad
usufruire di una donazione di riso che, nella nostra catena di
solidarietà, è preziosissimo poiché, creando poche eccedenze, è
un alimento difficile da recuperare nella filiera agroalimentare
- ha dichiarato Anna Clerici, Responsabile Comunicazione e
Fundraising Banco Alimentare della Lombardia -. Oggi Banco
Alimentare in Lombardia deve rispondere ad un aumento delle
richieste di aiuto che nei prossimi mesi si prevedono di oltre
il 40%, per via dell’emergenza Covid19″. (ANSA).

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