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Milano si sveglia in lockdown, ma non troppo

Diversa dalla città spettrale di marzo
Diversa dalla città spettrale di marzo
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(ANSA) – MILANO, 06 NOV – Milano questa mattina si è
svegliata in lockdown ma la città appare molto diversa da
quella, spettrale e deserta, della prima chiusura della scorsa
primavera. In seguito al decreto del governo alcune attività
commerciali possono infatti rimanere aperte, come ad esempio le
librerie, i negozi di fiori, le profumerie, i negozi che vendono
abbigliamento intimo o per bambini, le ferramenta, oltre
ovviamente agli alimentari e ai negozi di tecnologia. E
soprattutto alle scuole elementari e alle medie per i ragazzi di
prima. E anche i bar – che possono fare asporto – in diversi casi
hanno scelto di non tirare giù la saracinesca ma restare aperti. Quindi non c‘è in città il colpo d’occhio di serrata
generale di marzo e aprile. Se il centro appare molto più
deserto del solito, con piazza Duomo, corso Vittorio Emanuele e
piazza San Babila attraversate dal via vai di poche persone,
altre vie della città sono leggermente più popolate di gente che
va al lavoro, infatti molti uffici non hanno imposto lo smart
working ai propri dipendenti. Camminando per strada si
incontrano poche persone, che prendono un caffè d’asporto o
vanno nei negozi rimasti aperti. A Milano prosegue anche l’attività dei mercati scoperti nei
quartieri, non solo con le bancarelle di alimentari ma anche, ad
esempio, con quelle che vendono prodotti per la casa, e infatti
alcuni cittadini sono rimasti stupiti questa mattina nel vedere
“il mercato con così tante bancarelle”. Anche una delle
principali vide dello shopping milanese, corso Buenos Aires,
non appare deserta al colpo d’occhio ma sono comunque poche le
persone a passeggio. (ANSA).

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