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Flash-mob delle palestre a Rimini, 'fateci lavorare'

'Noi presi in giro. Aspettavamo controlli, mai arrivati'
'Noi presi in giro. Aspettavamo controlli, mai arrivati'
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(ANSA) – RIMINI, 28 OTT – “Ci sentiamo profondamente presi in
giro dall’atteggiamento del presidente del Consiglio. Ha mandato
i controlli e questi hanno ribadito che le palestre al 98% sono
in regola”, ha detto Guido Bruscia, titolare di una palestra che
nel flash-mob di questa mattina presso il parco XXV Aprile a
Rimini ha arringato la folla con il megafono. ‘Lo sport è vita,
no al nuovo dpcm’, ‘sport uguale salute’ era scritto negli
striscioni. All’appuntamento si sono presentati circa in
duecento lavoratori del settore fitness. Tra i presenti c’era anche una ragazza di 28 anni, India
Bonvento, che a fine febbraio ha costituito una società
sportiva. L’apertura del suo centro a Santarcangelo di Romagna è
stato posticipato causa Covid al 5 ottobre scorso. Tempo tre
settimane ed era già ora di chiudere. “Siamo nati col Covid e ci
siamo strutturati così”, in base alle norme anti-Covid, spiega.
“Abbiamo richiesto i controlli ma non sono arrivati. Speravamo
che con i controlli, vedendo che eravamo in regola, ci fosse
stata la possibilità di rimanere aperti”. Chiudere per lei che
ha investito proprio quest’anno nell’apertura di una palestra “è
un disastro – confessa -, l’inizio è tutto un investimento senza
guadagni. Abbiamo collaboratori sportivi e dipendenti da
pagare”. Anche Giulia Olivi, giovane personal trainer, non sta
lavorando. “Sto facendo delle schede di allenamento per le mie
clienti a casa”, però tutto gratis, “nessun guadagno sia dai
miei clienti che dai clienti della palestra” per cui lavora.
(ANSA).

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