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Dpcm:preoccupazione in Calabria, incertezza dopo zona rossa

Commercianti e cittadini,'penalizzati per sanità fragile'
Commercianti e cittadini,'penalizzati per sanità fragile'
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(ANSA) – CATANZARO, 05 NOV – C‘è preoccupazione, ma anche
voglia di far sentire in qualche modo la propria voce, tra le
categorie del commercio e dei servizi, ma anche tra i cittadini,
alla vigilia dell’entrata in vigore della zona rossa in
Calabria. Nessuno nega la fragilità del sistema sanitario regionale,
ma da Catanzaro a Reggio e Cosenza, senza escludere le altre
città grandi e piccole della regione, è palpabile la delusione
per una decisione che molti non hanno accettato e che aggiunge
ulteriore incertezza. Solito traffico di auto, file davanti agli sportelli delle
banche e delle Poste centrali e normale via vai mattutino ma non
è un giorno come gli altri nel capoluogo di regione. “Cosa è
stato fatto – dice il titolare di un negozio di abbigliamento di
corso Mazzini, il ‘salotto buono’ di Catanzaro – da quelli che
he avrebbero dovuto occuparsene per dotare le strutture
ospedaliere dei posti, letto della strumentazione e del
personale. Questa chiusura rappresenterà per noi il colpo
definitivo”. “Si parla, si parla – concorda un avventore, ma di
concreto però, non è stato fatto nulla”. Preoccupazioni che non diminuiscono alla cassa di una
bar-ristorante poco lontano dove fa bella mostra di sé il menu
del giorno. “Per oggi siamo aperti regolarmente – dice la
cassiera – ma da domani si potrà lavorare solo con l’asporto.
Certo con la chiusura di molti uffici e il ritorno massiccio
allo smartworking, non c‘è tanto da ben sperare”. A qualche centinaio di metri, sulle panchine del giardinetti,
c‘è il solito crocicchio di pensionati. “E’ una vergogna – dice
uno di loro più accalorato che ottiene il consenso degli altri -
siamo stati trattati allo stesso modo di regione del Paese dove
i contagi sono alle stelle. E non è giusto per la nostra debole
economia”. Situazioni che si ripetono anche a Reggio Calabria, dove
la rabbia si coglie sui social e c‘è chi sta pensando di
manifestare pubblicamente la propria contrarietà, e a Cosenza
divisa tra chi mostra amarezza per la nuova chiusura e chi
ammette la difficoltà del settore sanitario. (ANSA).

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