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>ANSA-IL-PUNTO/COVID: sindaci sardi chiedono più test rapidi

Sei vittime e 411contagi nell'isola. Allarme sindaco Sassari
Sei vittime e 411contagi nell'isola. Allarme sindaco Sassari
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(ANSA) – CAGLIARI, 16 NOV – La curva dei contagi non accenna
a calare in Sardegna e tiene sempre banco la situazione di
emergenza che vivono gli ospedali, da nord a sud dell’isola. Al
Santissima Annunziata di Sassari è apparso un mega striscione,
“Contu vergognati, dimettiti”, per contestare il direttore
sanitario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Bruno Contu. A
Nuoro dopo i sindaci che hanno protestato ieri davanti
all’ospedale San Francesco, scendono ancora in piazza mercoledì
18 i malati oncologici: denunciano lo stop alle terapie dopo il
trasferimento del loro reparto al terzo piano per fare spazio ai
degenti Covid. Su questo arriva oggi la rassicurazione del
commissario Ats-Ares Massimo Temussi: confermate le 20
postazione di chemioterapia “per erogare, così, lo stesso numero
di terapie di prima per tutti i pazienti”. Intanto Anci Sardegna e Cal chiedono al governatore Christian
Solinas e all’assessore della Sanità Mario Nieddu quanto prima
un protocollo d’intesa Regione-medici di famiglia con due
obiettivi: un più efficace tracciamento dei contatti dei
positivi attraverso test antigenici rapidi che dovranno
effettuare gli stessi medici di base, e una più veloce
comunicazione ai sindaci in quanto autorità sanitaria locale. Sul fronte dati, nelle ultime 24 ore si registrano in
Sardegna 411 nuovi contagi (323 rilevati attraverso attività di
screening e 88 da sospetto diagnostico) e 6 vittime (328 in
tutto); 2.350 i tamponi eseguiti. Resta invariato il numero dei
pazienti (510) attualmente ricoverati in ospedale in reparti non
intensivi, mentre sono 63 (+3) i pazienti in terapia intensiva.
Le persone in isolamento domiciliare sono 9.881. Situazione complicata soprattutto a Sassari, dove il sindaco
Nanni Campus parla di un Natale a rischio. A fronte delle oltre
90 sanzioni comminate in città nel weekend, annuncia più
controlli e minaccia ulteriori restrizioni. “Sarebbe una
sconfitta per tutti, anche perché – spiega – una chiusura decisa
da un sindaco non prevede ristori. Ma dovremo agire se i cattivi
comportamenti continuassero a impedire il calo dei positivi in
rapporto ai tamponi eseguiti”. (ANSA).

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