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Pamela: Oseghale, morta dopo malore, non l'ho uccisa

"Ero sotto choc, non giudicatemi per colore della mia pelle"
"Ero sotto choc, non giudicatemi per colore della mia pelle"
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(ANSA) – ANCONA, 16 OTT – “Non ho ucciso Pamela”. In aula ad
Ancona per il processo in Corte d’assise d’appello per
l’omicidio della 18enne Pamela Mastropietro, l’imputato Innocent
Oseghale, pusher nigeriano di 32 anni, ha reso dichiarazioni
spontanee per ripercorrere gli ultimi momenti passati in casa in
compagnia della ragazza, per ribadire di non averla uccisa il 30
gennaio 2018 a Macerata. Pamela, ha ribadito, ebbe un malore
dopo l’assunzione di eroina, cadde dal letto dove si era
sistemata per rilassarsi per poi progressivamente perdere
coscienza e morire. “Ero sotto choc, confuso, ho fatto una cosa
terribile – ha detto a proposito dell’ammissione dei avere
smembrato il corpo, poi abbandonato in due trolley sul ciglio di
una strada -. Ma voglio pagare per quello che ho fatto, non per
quello che non ho fatto”. Oseghale ha chiesto una sentenza
“senza pregiudizi”: “non giudicatemi per il colore della
pelle…”. (ANSA).

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