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'Ndrangheta: favorivano latitanza boss, 14 arresti

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Di ANSA
Sgominata organizzazione che aveva base operativa in una cava
Sgominata organizzazione che aveva base operativa in una cava
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(ANSA) – REGGIOCALABRIA, 28 LUG – Un’organizzazione dedita
ad agevolare la latitanza di boss di ‘ndrangheta è stata
disarticolata dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio
Calabria che hanno arrestato 14 persone – due ai domiciliari -
ritenute responsabili, a vario titolo, di traffico ed
associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze
stupefacenti o psicotrope, favoreggiamento personale di
latitanti, detenzione e porto abusivo di armi da sparo comuni e
da guerra. L’operazione, denominata Gear, è stata condotta tra
Reggio Calabria, Teramo e Benevento, con il supporto dei reparti
territorialmente competenti, dello Squadrone Eliportato
Cacciatori di Calabria, dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo
Valentia, del Nucleo Carabinieri Cinofili, con il coordinamento
della Dda reggina diretta daGiovanni Bombardieri. L’organizzazione aveva aveva stabilito la sua base nevralgica
in una cava di inerti situata a Gioia Tauro individuata grazie
alle indagini condotte dalla Sezione operativa della Compagnia
carabinieri di Gioia Tauro e fa seguito agli arresti dei
latitanti Antonino Pesce, Salvatore Etzi e Salvatore Palumbo.
Proprio il monitoraggio di mogli, fidanzate, parenti e
favoreggiatori dei latitanti aveva fatto emergere la centralità
del sito di estrazione che poi si sarebbe rivelato essere un
vero e proprio snodo delle attività delittuose. Il monitoraggio
della cava aveva permesso anche ai carabinieri di Gioia Tauro di
catturare, il 14 aprile 2018, un quarto latitante, Vincenzo Di
Marte, inserito nell’“elenco dei latitanti pericolosi” e
ritenuto un elemento di spicco della cosca Pesce. I componenti l’organizzazione, secondo l’accusa, con diversi
ruoli, avrebbero messo a disposizione dei latitanti Etzi, Pesce
e Di Marte, immobili da adibire a rifugio, avrebbero fornito
generi alimentari e di prima necessità, nonché strumenti
meccanici ed elettronici. Inoltre avrebbero curato gli
appuntamenti dei latitanti con altre persone garantendo anche i
contatti con i familiari e organizzando gli spostamenti. Un
quadro indiziario che ha portato il gip Stefania Rachele ad
emettere il provvedimento su richiesta del procuratore aggiunto
Calogero Gaetano Paci e del pm Francesco Ponzetta. (ANSA).

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