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RDC: rilasciato l'uomo d'affari italiano Paolo Persico, fermato con due bielorussi

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Alexander Zingman e Paolo Persico arrivano in Zimbabwe dopo essere stati rilasciati
Alexander Zingman e Paolo Persico arrivano in Zimbabwe dopo essere stati rilasciati   -   Diritti d'autore  AFTRADE and Super Agro Trading
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È stato rilasciato l'italiano Paolo Persico, proprietario di Super Agro Trading, detenuto nel sud della Repubblica Democratica del Congo negli ultimi 12 giorni, insieme ad altri due uomini d'affari: il cittadino bielorusso con passaporto americano, Alexander Zingman (che si occupa di commercio e vendita di attrezzature agricole e minerarie) e il bielorusso Oleg Vodchits (rappresentante di Zingman per l'Africa). I tre sono stati trattenuti senza mandato d'arresto, con l'accusa di traffico di armi.

"Ero molto preoccupato per quello che poteva succedermi quando ero in Congo, in quel centro di detenzione, perché non ci presentavano nessuna prova", racconta ai nostri microfoni Zingman, che è anche il console onorario dello Zimbabwe in Bielorussia. "Non sapevamo perché eravamo lì, ci hanno presi con la forza e non sapevamo cosa stesse succedendo".

Zingman, Persico e Vodchits avevano in programma incontri d'affari con la Fondation Moise Kapend a Lubumbashi. Molti dubbi e tante incertezze, ma quello che è sicuro è che le autorità locali erano pronte a fermare i businessmen, come spiega Persico a euronews. "Quasi subito ci hanno detto che avevano ricevuto l'informazione che eravamo dei trafficanti d'armi e ci hanno chiesto se era vero o no", dice Persico. "Per cui, sì, sicuramente la situazione era già stata preparata. Tutte i connotati delle dinamiche che si sono susseguite nei primi momenti dell'arresto, fa pensare che qualcuno abbia mandato delle informazioni probabilmente volontariamente incorrette nei nostri confronti, in modo di essere sospettate di questi reati".

A poco più di un mese dall'uccisione nell'est del Paese dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio, la Repubblica Democratica del Congo si conferma ad alto rischio e soprattutto instabile.

"Le accuse si sono risolte positivamente , ma restano fortemente esplicative di un clima di tensioni, di incertezze e anche, in qualche modo, di paranoia, attualmente vigente a Kinshasa, in un quadro di grave instabilità, che si aggiunge all'insicurezza e alle violenze politiche nell'est del Paese", dichiara a euronews Camillo Casola, analista dell'ISPI per l'Africa Programme.

La provincia del Nord Kivu, più a nord rispetto a dove sono stati fermati Persico e i due bielorussi, è infatti tra le aree più pericolose del Paese. Le milizie armate combattono tra di loro e contro le autorità per il controllo del territorio e delle ricche risorse agricole e minerarie.