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Iran: il patto sul nucleare stracciato da Trump potrebbe ripartire in era Biden?

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Iran: il patto sul nucleare stracciato da Trump potrebbe ripartire in era Biden?
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Sebbene l'Iran voglia limitare le ispezioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) continuando ad assicurare che il suo "programma nucleare resta pacifico", ha invocato una cruciale "riunione informale" con gli Stati Uniti mediata dall'Ue.

Nel giorno in cui scade l'ultimatum per il nuovo strappo in assenza di una revoca delle sanzioni, Teheran prova a rilanciare il dialogo sul possibile ritorno dell'America di Joe Biden all'intesa nucleare del 2015, quella che Trump aveva stracciato con grande clamore mediatico e una ridda di accuse alle politiche infide degli iraniani.

Manovre per raccogliere i cocci

È stato il ministro degli Esteri e grande negoziatore di quell'accordo, Mohammad Javad Zarif, a cercare di rassicurare il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, volato a Teheran domenica 21 febbraio alla vigilia del nuovo deadline ed accolto con grande ossequio. La eco sembra positiva: "Colloqui produttivi basati sul rispetto reciproco", li ha definiti l'ambasciatore iraniano presso le agenzie Onu a Vienna, Kazim Gharimbabadi, precisando che i contenuti verranno resi noti al rientro dalla Repubblica islamica di Grossi, che ha incontrato anche il capo della locale Agenzia per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi.

Ritorno all'accordo contro revoca delle sanzioni

Secondo Zarif, l'Agenzia Onu potrà "continuare a svolgere il proprio compito di mostrare che il programma nucleare dell'Iran resta pacifico" e la collaborazione non verrà interrotta. Anche se, ha ricordato, pure l'arricchimento dell'uranio non si fermerà fino al ritiro delle sanzioni. Salvo marce indietro dell'ultim'ora, da martedì le ispezioni dell'Aiea verranno limitate fino al 30%, ha confermato il viceministro degli Esteri, Abbas Araghchi. Nei fatti saranno impedite le visite alle strutture dove si svolgerebbero sospette attività nucleari non censite, compresi siti militari, e lo stop alla trasmissione delle registrazioni delle telecamere di sorveglianza. Misure che il governo moderato del presidente Hassan Rohani è obbligato a mettere in atto da una legge approvata a dicembre dal Parlamento, controllato dai suoi avversari fondamentalisti.

La manovre della politica iraniana

Attualmente più di due terzi dei deputati del Majlis hanno ribadito pubblicamente che l'esecutivo non ha il potere di rinviare le restrizioni per favorire i negoziati con gli Usa. Dopo gli avvertimenti di Biden al G7 sulle risposte americane a possibili "attività destabilizzanti" dell'Iran, il timore è che lo strappo annunciato possa complicare ulteriormente il dialogo. La Repubblica islamica ha comunque aperto alla "riunione informale" proposta dall'Ue, che la riporterebbe per la prima volta al tavolo con gli Usa dal ritiro unilaterale dall'accordo sul nucleare deciso da Donald Trump nel 2018. Una occasione da non perdere viste le gravi difficoltà finanziarie che il grande paese islamico sconta ormai da diversi anni.

Una cruciale partita a scacchi

"Stiamo studiando la proposta del capo della politica estera dell'Ue Josep Borrell su un incontro informale" con i 5+1 (i membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania), gli altri firmatari del patto. "Sulla proposta stiamo consultando i nostri partner, comprese Russia e Cina", ha spiegato Araghchi. Ma anche in vista delle presidenziali di giugno, per Teheran il tempo stringe. "L'Iran - osserva il consigliere alla Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan - è diplomaticamente isolato. La palla sta a loro".