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Esperti a Wuhan: "Cina e Oms avrebbero potuto agire più rapidamente"

Gli esperti dell'OMS al loro arrivo all'aeroporto di Wuhan, Cina centrale, il 14 gennaio 2021
Gli esperti dell'OMS al loro arrivo all'aeroporto di Wuhan, Cina centrale, il 14 gennaio 2021   -   Diritti d'autore  AP Photo/Ng Han Guan
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L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Cina avrebbero potuto agire più rapidamente. Questa è l'accusa lanciata dagli esperti indipendenti inviati a Wuhan, epicentro dell'epidemia di Covid-19, incaricati di valutare la risposta globale.

Nel suo secondo rapporto, che verrà presentato questo martedì nella sede dell'organismo a Ginevra, il gruppo di esperti ha affermato che "facendo riferimento alla cronologia iniziale della prima fase dell'epidemia, sarebbe stato possibile agire più rapidamente sulla base dei primi segni".

L'epidemia "in gran parte nascosta" ha permesso al virus di diffondersi più velocemente e con altrettanta facilità. "È chiaro al panel indipendente, che le misure di sanità pubblica avrebbero potuto essere applicate più vigorosamente dalle autorità locali e nazionali cinesi a gennaio" si legge nel comunicato.

Gli esperti hanno sottolineato anche la lentezza dell'OMS nel convocare il suo comitato di emergenza a inizio pandemia e l'esitazione nel dichiarare un'emergenza sanitaria internazionale.

Dall'inizio della crisi sanitaria alla fine del 2019, l'OMS è stata fortemente criticata nella sua risposta, compreso il ritardo nel raccomandare l'uso di mascherine. Tra i più ferventi accusatori gli Stati Uniti, che hanno puntato il dito contro l'organismo, reo di essere stato troppo compiacente con Pechino.

Washington aveva chiesto alla Cina di consentire al team di esperti l'accesso a "assistenti, ex pazienti e operatori di laboratorio" nel centro della città di Wuhan, oltre che a dati e campioni medici. "La Cina dovrebbe condividere tutti gli studi scientifici sui campioni animali, umani e ambientali raccolti a Wuhan, dove si ritiene che il virus SARS-CoV-2 sia emerso alla fine del 2019", aveva detto Garrett Grigsby, del Dipartimento della salute Usa al Consiglio esecutivo dell'OMS.

OMS: "Sui vaccini si rischia un fallimento morale"

Nel frattempo l'OMS lancia l'allarme: "Un accesso non equo ai vaccini anti Covid tra Paesi ricchi e poveri porrebbe il mondo sull'orlo di un catastrofico fallimento morale e il prezzo di questo fallimento sarebbe pagato con la perdita di ite e di mezzi di sussistenza nei Paesi più poveri", lo ha detto il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante il Consiglio esecutivo dell'OMS a Ginevra.

Oltre 39 milioni di dosi di vaccino sono già state somministrate in una cinquantina di Paesi ad alto reddito, mentre solo 25 dosi sono state iniettate in un Paese a basso reddito.

"Nelle ultime settimane ho sentito da diversi Stati membri, che si sono chiesti se l'iniziativa di approvvigionamento del vaccino COVAX otterrà i vaccini di cui ha bisogno", ha aggiunto Adhanom Ghebreyesus.

Il problema, secondo il direttore generale, è che alcuni Paesi e aziende continuano a dare la priorità agli accordi bilaterali, aggirando il COVAX. 44 accordi bilaterali sono stati firmati nel 2020 e altri 12 quest'anno.

"Invito tutti i Paesi a collaborare in modo solidale, per garantire che entro i primi 100 giorni di quest'anno, in tutti i Paesi sia in corso la vaccinazione del personale sanitario e degli anziani. Insieme dobbiamo cambiare le regole del gioco", ha dichiarato Adhanom Ghebreyesus.