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Renzi e la crisi a metà: ritira le ministre ma apre a ogni soluzione

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Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera
Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera   -   Diritti d'autore  Alberto Pizzoli/AP
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"Crisi non aperta da Iv ma aperta da mesi", dice Renzi, "pronti anche a stessa maggioranza"

"Chiediamo di rispettare le forme democratiche" dice Matteo Renzi che annuncia il ritiro dal governo dei membri di Italia viva "Per fare chiarezza". "Non accettiamo la traduzione della democrazia in un reality show", ha detto Renzi. Nel merito Renzi ha definito "Irresponsabile" non prendere i soldi del Mes, un no "ideologico". "Voteremo a favore dello scostamento di bilancio e delle misure sul Covid" ma il Mes resta un argomento di scontro. "Non siamo pronti ad essere come gli altri quelli che fingono che vada tutto bene per restare attaccati a un impegno di responsabilità. Siamo pronti a dare una mano, a parlare con tutti, non stiamo facendo nulla di irresponsabile, stiamo dicendo che se c'è una crisi politica la si affronta ai tavoli politici, non su facebook".

Renzi, non chiarisce se chiede le dimissioni di Conte e un passaggio al Quirinale, non lascia intendere quale si aspetta sia il decorso della crisi.

Renzi esclude l'ipotesi voto anticipato

"Ci sono le condizioni in parlamento per andare avanti", ha detto Renzi.

"Prima di iniziare a costruire dobbiamo vedere il progetto" dice Renzi rispondendo alle domande dei giornalisti. "Se c'è un progetto allora è evidente che noi ci siamo". Ma quali sono gli sbocchi della crisi? "Noi siamo pronti a ogni tipo di discussione, tocca al presidente del consiglio decidere" "Siamo pronti ad appoggiare un governo con una forma diversa, con la stessa forma, un governo di legislatura...non abbiamo pregiudiziali su formule o nomi", ha detto Renzi aprendo, dunque, anche a una soluzione senza le dimissioni di Conte ed escludendo il ribaltone, cioè un accordo con le destre.

Poco prima il premier Giuseppe Conte era salito al Quirinale per un incontro informale pre-crisi con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un incontro interlocutorio, fanno sapere fonti di maggioranza, che però potrebbe aprire uno spiraglio per evitare la crisi di governo. L'incontro è durato 50 minuti, mette di nuovo al centro di una crisi il Quirinale.

Dopo l'incontro con Mattarella, Conte propone un tavolo per un patto di legislatura

Dopo aver parlato con Sergio Mattarella alle 16.15 il primo ministro ha accantonato l'ipotesi di reggere il governo con qualche senatore 'responsabile', ha detto che serve una maggioranza solida e si è detto disponibile ad andare avanti "solo con il sostegno di tutte le forze di maggioranza" ed ha aperto ad Italia Viva proponendo un tavolo: "Sto lavorando a un patto di legislatura e serve uno spirito costruttivo - ha detto Conte - Confido che ci si possa trovare intorno a un tavolo. Se c'è disponibilità di confrontarsi in modo leale sono convinto si possa trovare il senso di una maggiore e nuova coesione".

Le parole di Conte sono state seguite da dichiarazioni di sostegno del M5s e del Pd

"Massimo impegno per un patto di legislatura (...) per creare fiducia e dare certezze alle persone. Per aumentare gli investimenti, creare lavoro, per un'Italia green e digitale. Per dare un futuro migliore ai giovani. Per un patto di legislatura", ha detto Nicola Zingaretti, segretario del Pd.

È importante che l'Italia possa contare, soprattutto in questo momento, sulla stabilità del governo e sulla lealtà e disponibilità al confronto delle forze di maggioranza. Su queste basi si può continuare a lavorare a fare il meglio per il Paese. Le parole del presidente Conte sono dunque pienamente condivise dal Movimento 5 Stelle". Così i capigruppo di Camera e Senato del M5S Davide Crippa ed Ettore Licheri.

Goffredo Bettini, Pd, grande mediatore in questi giorni, dopo l'incontro Conte-Mattarella ha invitato Renzi ad evitare la crisi visto anche il raggiunto compromesso sul Recovery Plan. "Le parole di Conte, dopo l'incontro con il Presidente Mattarella, interpretano lo stato d'animo del Paese. Siamo di fronte a prove terribili. La classe dirigente democratica deve sapersi unire per affrontarle al meglio nell'interesse dei cittadini. Ci sono le condizioni, dopo il buon lavoro con il contributo di tutti sul Recovery Plan, per definire un'intesa di fine legislatura, nei confini dell'attuale maggioranza che in questi mesi ha ottenuto risultati importanti".

Tra alcuni commentatori si rafforza l'ipotesi che il Capo dello Stato abbia ridimensionato Giuseppe Conte forse tentato dal sondare con un voto popolare, elezioni anticipate, un suo eventuale nuovo partito visto il suo crescente gradimento nei sondaggi.

Cronaca di una giornata convulsa

Dopo l'astensione delle ministre Iv sul Recovery e in vista della conferenza stampa di Matteo Renzi posticipata dalle 17.30 alle 18, segno evidente che si tratta ancora (sopra la diretta della conferenza), Pd e M5s stanno cercando in extremis di impedire la rottura con contatti e appelli alla responsabilità rivolti sia all'indirizzo del premier sia di Matteo Renzi. "Si faccia di tutto per riprendere il dialogo, il confronto nella maggioranza, per trovare una soluzione alla crisi", chiede il leader Pd Nicola Zingaretti convinto che sia ancora possibile rilanciare l'azione di questo esecutivo con un nuovo patto di maggioranza.

Ma la partita è certo ancora lunga e delicata. E in tanti chiedono di fermarsi prima del baratro.

Conte si è mostrato consapevole che una crisi di governo in questo momento sarebbe "incomprensibile". "Dobbiamo tutti fare un passo indietro per il bene del paese", è l'invito di Luigi Di Maio per evitare lo showdown. E Beppe Grillo in mattinata rilancia una lettera aperta ai partiti di maggioranza e opposizione del deputato M5S Giorgio Trizzino con un appello a fare "insieme un patto tra tutti i partiti". "Lavoriamo per la ricerca di un obiettivo condiviso che altro non può essere che la ricerca del bene comune per il Paese", sostiene il fondatore M5S precisando poco dopo che "è sottinteso che il governo è di Conte.