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Sudan, rifugiati etiopi varcano il confine per sfuggire alla guerra

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Sudan, rifugiati etiopi varcano il confine per sfuggire alla guerra
Diritti d'autore  Marwan Ali/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Lo chiamano "Villaggio 8" ed è uno dei centri di accoglienza allestiti nel Sudan.
Ospita da solo 15 mila dei circa 36mila rifugiati etiopi scappati dal conflitto divampato nella regione settentrionale del Tigrè tra forze governative e milizie regionali.

Il Tigrè è scosso da sanguinosi combattimenti dal 4 novembre, quando il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha annunciato l'avvio delle operazioni militari. Le stime parlano già di centinaia di persone rimaste uccise e migliaia costrette a fuggire nel vicino Sudan.

Khawaga Spia è in fila per la sua razione di cibo al ''Villaggio 8'': "La gente vuole solo mangiare - spiega - Ci diciamo: 'Non siamo morti in guerra, è possibile che si muoia di fame?' Ci sono molte cose che non capiamo".

Anche Endesahw Hagos è un rifugiato, racconta le enormi difficoltà incontrate anche per assicurarsi la sussistenza: "Finora non abbiamo ricevuto alcun aiuto, viviamo con fame e paura, facciamo fatica a trovare l'acqua. Non c'è nessuno che ci dia l'acqua e il cibo di cui abbiamo bisogno".

L'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati dice sono attese in Sudan dall'Etiopia circa 200.000 persone nei prossimi sei mesi. I ragazzi sotto i 18 anni costituiscono il 45% dei rifugiati.

Molti al "Villaggio 8" hanno detto di essersi lasciati alle spalle modeste vite di contadini e di essere scappati con i soli vestiti addosso per sfuggire a bombardamenti, sparatorie e assalti nel Tigrè.