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Etiopia, l'accusa di Amnesty International: "Centinaia di civili uccisi nel Tigrè"

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Etiopia, l'accusa di Amnesty International: "Centinaia di civili uccisi nel Tigrè"
Diritti d'autore  Mulugeta Ayene/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Resta drammatica la situazione nel Tigrè, regione separatista del nord dell'Etiopia, paese sull'orlo della guerra civile.

Il primo ministro etiope Abiy Ahmed, Premio Nobel per la Pace 2019, ha dichiarato che l'esercito nazionale ha liberato la parte occidentale del Tigrè, dopo il massacro - denunciato dall'organizzazione Amnesty International - di decine o, probabilmente, di "centinaia di civili", avvenuto nella notte del 9 novembre a Mai-Kadra.

Le accuse di Amnesty International

Amnesty ha detto di aver "verificato digitalmente fotografie e video raccapriccianti di corpi sparsi per la città o portati via su barelle".

I morti "avevano ferite spalancate che sembrano essere state inflitte da armi affilate come coltelli e machete", ha riferito Amnesty International, citando i racconti dei testimoni.

I testimoni hanno affermato che l'attacco è stato effettuato da forze alleate del TPLF - il partito al governo nella regione - anche se Amnesty ha detto che "non è stata in grado di confermare chi è stato responsabile delle uccisioni".

Ha comunque invitato i comandanti e gli ufficiali del TPLF a "chiarire alle loro forze e ai loro sostenitori che gli attacchi deliberati contro i civili sono assolutamente proibiti e costituiscono crimini di guerra".

"Una vittoria", annuncia Abiy Ahmed

Intanto Abiy Ahmed, primo ministro dell'Etiopia, dichiara:
"Aver liberato una parte del Tigrè è una vittoria per gli innocenti civili di Mai-Kadra che sono stati brutalmente massacrati dalle forze del TPLF. È una vittoria per il popolo pacifico e laborioso del Tigrè, che è stato isolato dai suoi connazionali etiopi a causa dell'incessante propaganda di odio e paura del TPLF".

Il TPLF (Tigray's People Liberation Front) è il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigrè, il partito di governo della regione, in violento contrasto con il governo centrale, dal quale è stato escluso con l'avvento al poter di Abiy Ahmed.

Nella capitale etiope Addis Abeba, intanto, continua la donazione di sangue da parte di migliaia di cittadini a favore dei soldati dell'esercito impegnati nelle operazioni nel Tigrè.

Mulugeta Ayene/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
Migliaia di cittadini ad Addis Abeba pronti a donare il sangue per i soldati dell'esercito.Mulugeta Ayene/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.

Le ostilità tra governo centrale e TPLF sono riesplose dopo che Il premier etiope, il 4 novembre scorso, ha ordinato un'offensive militare in risposta all'attacco della TPLF contro una caserma di Macallè.

Le telecomunicazioni sono state interrotte nella regione tigrina, quindi è difficile verificare cosa sia successo dall'inizio dell'azione militare, mentre si susseguono dichiarazioni contrastanti delle parti in conflitto.
Il governo federale dell'Etiopia sembra fiducioso. Il ministro della Difesa, Kenea Yadeta, ha detto che non manca molto al processo contro i leader del partito di governo regionale, il TPLF, aggiungendo che sarà nominata un'amministrazione provvisoria nelle aree conquistate dai soldati federali.

ONU: "Rischio catastrofe umanitaria"

Migliaia di cittadini del Tigrè sono fuggiti oltre il confine verso il vicino Sudan e l'ONU ha chiesto alle autorità un accesso umanitario completo nella regione del Tigrè.

Le Nazioni Unite temono, infatti, l'esplosione di una nuova crisi umanitaria nella zona del Corno d'Africa.