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Libia: attivista freddata a Bengasi, denunciava i crimini di Haftar

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Guerra in Libia, scontri vicino Tripoli - Archivio 2019
Guerra in Libia, scontri vicino Tripoli - Archivio 2019   -   Diritti d'autore  Mohamed Ben Khalifa/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
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E' stata uccisa ieri a colpi di pistola in una trafficata via commerciale di Bengasi e in pieno giorno l'avvocatessa e attivista libica, Hanan al-Barassi. E' stata circondata da uomini armati su tre veicoli mentre scendeva dalla sua auto e per lei non c'è stato scampo. La morte della 46enne, che criticava gli abusi compiuti dalle forze dal generale Haftar stupri compresi, è stata condannata dalle organizzazioni internazionali impegnate nella difesa dei diritti umani.

Una ricercatrice di Human Right Watch, Hanan Salah, ha rimarcato che l'assassinio "ricorda altri crimini simili, per i quali non è stato punito nessuno"; in Cirenaica: meno di un anno e mezzo fa, era stata rapita dalla sua abitazione di Bengasi una deputata, Siham Sergewa, critica nei confronti dell'assedio di Tripoli perpetrato da Haftar. Della donna non si sa più nulla ed è probabilmente stata uccisa. Tarek Megerisi, un analista libico, considera l'assassinio di al-Barassi "il più forte simbolo del pericoloso approfondirsi delle fratture tra le aspirazioni della società dell'est della Libia" e la competizione fra "tribalisti e salafiti-haftariani".

Amnesty International ha condannato l'omicidio e ha confermato che al-Barassi e sua figlia hanno ricevuto minacce di morte.Un giorno prima della sua morte, l'attivista aveva detto sulla sua pagina Facebook che avrebbe rivelato la presunta corruzione del figlio di Haftar, Saddam.

Diversi attivisti per i diritti, giornalisti e dissidenti hanno lasciato la Libia colpita dal conflitto negli ultimi anni dopo essere stati minacciati, aggrediti o detenuti arbitrariamente.

In un rapporto del 2018, Amnesty ha affermato che le donne che osano parlare contro la corruzione, le predazioni delle milizie o delle forze di Haftar hanno subito ``"rischi specifici legati al genere'' o hate speech sui social media.

L'ambasciata degli Stati Uniti in Libia in una dichiarazione ha condannato ` la "sfacciata uccisione'' di al-Barassi e lo stesso ha fatto la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil). "L'uccisione della signora al-Barassi - si legge in una nota - è un forte richiamo per i libici in posizioni di responsabilità a mettere da parte le loro differenze e forgiare rapidamente una soluzione inclusiva alla crisi che si protragga nel tempo, per ripristinare la giustizia e la responsabilità e porre fine al diffuso clima di impunità", conclude l'Unsmil.

L'uccisione di al-Barassi è un forte richiamo per i libici in posizioni di responsabilità a mettere da parte le loro differenze e forgiare rapidamente una soluzione alla crisi che si protragga nel tempo, per ripristinare la giustizia e la responsabilità e porre fine al diffuso clima di impunità
Unsmil
Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia

L'esecuzione come un macigno mentre si tiene il forum di dialogo libico a Tunisi

Nel frattempo prosegue a Tunisi, a Gammarth, il Forum di Dialogo politico libico, con la mediazione delle Nazioni Unite e della Tunisia. 75 delegati libici sono riuniti da tre giorni, trovare un accordo per la formazione della nuova autorità esecutiva che preparerà le elezioni e metterà le basi per la pace nel Paese nordafricano, diviso e distrutto da anni di guerra civile. La nuova autorità esecutiva dovrebbe prima di tutto preparare il Paese alle elezioni presidenziali e parlamentari.

Hassene Dridi/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
I colloqui di pace di TunisiHassene Dridi/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved