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Covid, violenze in piazza in Italia. Giro di vite in tutta Europa

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Covid, violenze in piazza in Italia. Giro di vite in tutta Europa
Diritti d'autore  Roberto Monaldo/LaPresse
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Non si placa in Italia l'ondata di protesta contro le misure decise dal governo per contenere la pandemia. Una protesta che a volte si trasforma in violenza, per la presenza in piazza di frange di ultras calcistici ed estremisti di destra, interessati a gettare benzina sul fuoco, ma che in gran parte riguarda ristoratori, baristi, gestori di cinema e palestre. A loro il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha promesso aiuti per 5 miliardi di euro.

"Abbiamo promesso che li avremmo sostenuti con un aiuto rapido e lo faremo. Ma ora il nostro obiettivo è quello di tenere sotto controllo la curva epidemiologica e rendere il Paese più sicuro". Le nostre scelte possono essere legittimamente criticate. Per fortuna viviamo in uno Stato democratico, quindi le scelte del governo, è giusto che possano essere oggetto di critiche".

In Francia il governo lavora a nuove e più severe restrizioni, che potrebbero portare a un nuovo regime di confinamento. Qui i nuovi casi giornalieri sono più di 33.000 e i morti 623, e con questi numeri, avverte il primo ministro Jean Castex, in due settimane saranno saturi tutti gli ospedali del paese.

Il Regno Unito ha superato la boa dei 900.000 casi confermati. L'ultimo focolaio scoperto è a Nottingham, dove i residenti sono stati sottoposti a un isolamento di terzo livello, il grado più alto tra quelli previsti dal governo del conservatore Boris Johnson.

"Era inevitabile rinchiudere tutti dentro per tenere bassi i contagi, ma appena la gente torna a mescolarsi saliranno di nuovo. A meno che non si disponga di una cura miracolosa da usare prima che tutti escano", commenta una donna. "Continua a spegnersi... Questa città andrà in rovina. Non resterà niente. Negozi chiusi... Non rimarrà niente, e questo è il problema", dice un pensionato.

Analoga situazione in Germania, dove ora sono due i distretti sottoposti a isolamento. Scuole e asili sono chiusi e alla gente viene chiesto di non uscire di casa senza un buon motivo. Nonostante questo, la cancelliera Angela Merkel, che oggi incontra i capi dei governi regionali, teme che le attuali restrizioni non siano abbastanza forti da rallentare il virus.