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Polonia, continua la protesta dei pro-aborto

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In Polonia per il quarto giorno consecutivo si sono svolte le manifestazioni di protesta contro il giro di vite che rende di fatto impossibile praticare nel paese l'interruzione volontaria di gravidanza. Nel mirino degli attivisti le chiese cattoliche, che ieri erano protette da agenti di polizia e da uomini in abiti civili.

"È una situazione orribile, forse noi ce ne andremo, perché siamo spaventati. Qui ^difficile anche solo pensare di restare incinta, se poi non potrai ricevere le cure mediche necessarie per la paura di restare coinvolti in un aborto che ora viene trattato come un omicidio", dice una ragazza.

"Qui è il cuore d'Europa, siamo nel 21. secolo e qualcuno ripete alle donne che non possono decidere e disporre del loro corpo. È sconcertante, per questo in giro c'è così tanta rabbia e irritazione", aggiunge un uomo.

Il tema è tornato a essere infuocato dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato una norma che permetteva il ricorso all'aborto in caso di "difetti del feto". L'interruzione volontaria di gravidanza resta possibile sono in caso di stupro, incesto o se c'è pericolo per la vita della madre.